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Abbigliamento: export chiave della ripresa del distretto modenese

Il settore dell’abbigliamento modenese, una delle locomotive dell’economia dell’intero territorio, si è scontrata con una crisi ben superiore alle peggiori attese della vigilia. Ne è conseguito un crollo della produzione e del fatturato, e l’impressione complessiva che la domanda locale sia ben lungi dal garantire una pur minima sostenibilità delle iniziative imprenditoriali.

 

Stando a quanto affermava pochi giorni fa l’ufficio studi di Cna – in merito – nel corso del terzo trimestre 2012 (ultimo dato ufficiale al quale era possibile ricondurre una statistica del comparto), la magliera avrebbe subito cali della produzione in doppia cifra su base annua, trascinata al ribasso da richieste nazionali sempre più povere.

Solo l’estero – confermano ancora i dati del Cna – sembra poter garantire una buona ripresa delle attività, “con la quota di fatturato destinata oltre confine che ha superato quella nazionale”, la quale, dunque, “consente al settore di tenere botta, tra tante difficoltà, confermando la crisi del conto terzi”. In termini percentuali, ad oggi l’export è in grado di coprire – da solo – il 56 per cento della produzione complessiva. Molte delle esportazioni sono state indirizzate verso “nuovi” mercati, evidentemente in grado di garantire dei ritmi di incremento della domanda ben soddisfacenti.

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