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Africa, la nuova frontiera dell’export

Troppo a lungo si è pensato all’Africa unicamente come un “magazzino” da cui acquistare materie prime. Niente di più falso. Il continente africano è oggi caratterizzato da infrastrutture all’avanguardia, economie diversificate e forti investimenti per lo sviluppo. Con un pil che in media cresce del 4,4% all’anno e consumi collettivi per un valore di 4mila miliardi di dollari che diventeranno 5.600 nel prossimo decennio, l’Africa si candida ad essere la nuova frontiera dell’internazionalizzazione, sfatando così il mito di continente troppo povero ed arretrato per essere visto come un mercato appetibile. Basti pensare che tra il 2010 e il 2015 gli investimenti di capitali stranieri sono stati in Zambia pari al 6% del PIL, pari al 4% in Angola e Ruanda e tra il 4 e 5% in Uganda e Tanzania, per rendere meglio il significato di questo dato basti pensare che in un paese avanzato ed  estremamente attrattivo come l’Olanda tale cifra era al 7%.

La potenzialità di consumo dei vari paesi vede in testa la popolosa Nigeria (174 milioni di abitanti), seguita da Kenya, Marocco, Egitto, Sudafrica, Ghana e Tanzania, tutti promossi a pieni voti come mercati consumer. Questo è dovuto non solo al forte ammodernamento delle infrastrutture degli ultimi anni (basti pensare che nel ranking internazionale della logistica la posizione del Sudafrica supera quella della Spagna), ma anche ai forti investimenti dei governi in ricerca e sviluppo, che vedono in testa il Kenya (dove la spesa sfiora l’1% del PIl, in Italia è all’1,2%), seguito da Marocco, Sudafrica, Egitto, Etiopia e Mali.

Chi volesse investire in Africa deve comunque tenere presente alcune regole basilari, in primis il fatto che ognuno dei 54 paesi ha politiche doganali, normative del lavoro e accordi di libero scambio molto differenti. Per facilitare il compito agli imprenditori in molti paesi sono sorti sportelli unici per gli investitori esteri, è il caso di Guinea, Etiopia, Camerun, Angola, Sudafrica e molti altri. Inoltre è bene informarsi sui prezzi e le abitudini locali, ad esempio per investire in Mozambico è importante conoscere il portoghese, dal momento che l’inglese è ancora poco diffuso, se si va in Angola si deve tenere presente che hotel e trasporti sono tra i più cari al mondo. Se non si è esperti e preparati, avventurarsi in questi mercati può costituire un serio rischio, per questo affidarsi a un partner esperto e capace come EGO International è una garanzia.