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Ancora in forte surplus la bilancia commerciale italiana

Alla fine del mese di ottobre, ultimo periodo al quale è possibile riferire dei dati statistici ufficiali, la bilancia commerciale italiana risultava essere ancora in forte surplus: al termine del decimo mese dell’anno, infatti, il bilancio della bilancia commerciale è stato positivo per 4,8 miliardi, in lieve diminuzione rispetto ai 5,3 miliardi dello stesso mese di ottobre dell’anno precedente. Al netto dei prodotti energetici, la bilancia commerciale è stata attiva per 7,3 miliardi.

Secondo quanto affermano i dossier realizzati dall’Istat, dall’inizio dell’anno l’attivo ha raggiunto i 34,8 miliardi, confermandosi in deciso aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando il surplus era pari a 32,8 miliardi. Sempre al netto delle voci energetiche, il surplus è invece pari a 63,3 miliardi.

Per quanto attiene un dettaglio delle singole voci che compongono la bilancia commerciale italiana, ad ottobre le esportazioni (-0,4%) hanno registrato una lieve flessione congiunturale, mentre le importazioni sono rimaste stabili. A sua volta, la flessione congiunturale dell’export è stata il frutto dell’aumento delle vendite verso i mercati Ue (+0,7%) e della diminuzione verso i mercati extra Ue (-1,7%). Di contro, la stazionarietà congiunturale dell’import, ha risentito della flessione (in valore) dei prodotti energetici (-5,5%).

Tornando alla voce legata alle esportazioni, la diminuzione congiunturale dell’export nell’ultimo trimestre (-3%) è stata più marcata per l’area extra Ue (-5,8%) rispetto a quella Ue (-0,7%), ed ha riguardato tutti i raggruppamenti di prodotti, a eccezione dei beni durevoli (+0,7%). Attenzione tuttavia a prestare la dovuta valutazione ai dati tendenziali, considerato che la flessione delle esportazioni di ottobre (-1,4%) si ridimensiona radicalmente in una quasi stabilità (-0,1%) se corretta per i giorni lavorativi.

Su base territoriale, le diminuzioni più significative vengono ribadite per l’area Mercosur (-33,9%) e per la Russia (-20,6%). La dinamica delle vendite verso i paesi Ue (+1,2%) è stata invece positiva, con una buona prestazione verso la Francia (+3,1%) e, soprattutto, verso la Romania.

Sul fronte settoriale, calo per le vendite di prodotti petroliferi raffi nati (-19,7%) e per i mezzi mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-14,3%). Come era lecito attendersi, forte crescita dell’export di autoveicoli (+24,7%).