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Cina e Giappone risollevano l’export ad ottobre

Per l’export italiano il 2016 è stato l’anno della risalita e del consolidamento di vecchi e nuovi mercati, tuttavia il mese di ottobre ha mostrato un leggero calo congiunturale e tendenziale per le esportazioni extra-UE, che accusano un -1,1% su base mensile e un -2,3% su base annua. Dati che però vanno presi con le molle poiché il mese di ottobre ha risentito della presenza di una giornata lavorativa in meno rispetto all’ottobre del 2015, la “normalizzazione” del dato mostrerebbe al contrario una crescita tendenziale del 3%. Un altro fattore di rallentamento è dovuto al brusco calo dell’export verso la Russia, causato in gran parte dalle sanzioni economiche imposte dalla UE, che ancora pregiudica la stabilizzazione di questo mercato. A ragioni politiche si possono ascrivere anche i cali delle esportazioni verso Turchia e Africa Settentrionale, mentre le lievi frenate dell’export verso Stati Uniti (-1,8%) e Medio Oriente (-2,7%) possono dirsi dovute a motivi di calendario. In sofferenza anche l’export verso i paesi Mercosur (ma anch’esso si azzererebbe a parità di calendario lavorativo), con l’export verso il Brasile che scende del 3,7%.

Cina e Giappone in controtendenza

Le esportazioni verso l’Estremo Oriente non conoscono cali, quelle verso il Giappone sono infatti cresciute del 7,5%, supportate dal +4,2% di quelle cinesi, se alla fine di novembre e dicembre il trend fosse confermato le vendite verso Pechino raggiungerebbero il miliardo di euro, superando di 400 milioni il ricavo dello scorso anno e stracciando il record del 2014, le vendite verso i paesi Asean segnano invece un rispettabile +11,4%. La Corea dal canto suo si candida ad essere un importante partner commerciale per l’Italia, dando il via libera alle importazioni di formaggi e prodotti caseari nel paese asiatico in seguito al via libera ottenuto dalla delegazione di ispettori sanitari sudcoreani in visita ad alcune aziende casearie italiane, dove hanno constatato l’alta qualità delle produzioni Made in Italy e l’alto standard dei protocolli veterinari. Nel 2015 infatti Seul ha importato 2.830 tonnellate di prodotti caseari, per un valore di 13,7 milioni, vale a dire un +67% rispetto alle 1.426 tonnellate del 2015. Nel complesso il surplus commerciale di ottobre è comunque superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno (3,8 miliardi di euro contro i 3,5 del 2015). Le importazioni dal canto loro mostrano una concreta crescita su base annuale sulle merci provenienti da India (+27,4%), Turchia (+21,7%), paesi Opec (+10,6%) e Mercosur (+5,3%). Nonostante permangano delle criticità, dovute più a problemi burocratici o instabilità soci-politiche che non a performance di mercato le previsioni sono ottimistiche, anche grazie all’apertura di nuovi mercati che stanno volgendo lo sguardo verso l’Europa dall’Asia e dal Sud-America.