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Come canalizzare il risparmio italiano verso le PMI

I Pir – piani individuali di risparmio – sono lo strumento pensato per canalizzare una quota di investimenti aggiuntivi, mobilitando 10-15 miliardi di nuovi investimenti da una platea doppia nei prossimi tre anni.

Per doppia platea si intendono sia investimenti istituzionali sia del mercato retail.     

L’obiettivo è rafforzare il capitale delle Piccole e Medie Imprese, bloccando le tasse sui guadagni ottenuti da chi investe. Le richieste del fisco si bloccheranno per chi mantiene l’investimento per almeno cinque anni, con un limite diversificato in base alla tipologia di investitore. Nell’ultima bozza della legge di Bilancio, il tetto per i privati è fissato a 30mila euro l’anno, raggiungendo i 150mila euro nell’arco quinquennale. Gli investitori istituzionali invece (fondi pensione e casse previdenziali) possono dedicare fino al 5% dei loro asset all’investimento agevolato.

L’etichetta “Made in Italy” dovrà essere riportata rigorosamente sul fondo di investimento, dedicando quindi almeno il 70% della liquidità raccolta alle aziende italiane e il restante 30% a qualsiasi alternativa di asset allocation.

In virtù della concentrazione delle risorse sulle imprese di medio-piccola dimensione, le aziende italiane oggetto di investimento non possono essere quotate nell’indice Ftse Mib. Questo per consentire di aprire nuovi canali di investimento e di aumentare la competitività delle imprese del nostro Paese.

Se da un lato, la manovra è rivolta ai fondi pensione e alle casse previdenziali, dall’altro vuole attirare in Italia il titolare di redditi importanti che vive all’estero da almeno 10 anni e che vuole spostare nel nostro Paese la sua residenza. Per il loro ingresso nel nostro regime fiscale è stata studiata un’imposta a forfait da 100mila euro, più 25mila per ogni familiare, alla quale si aggiunge ovviamente la tassazione ordinaria per le entrate di origine italiana.

Una riduzione fiscale che abbatte del 30% l’imponibile per i primi cinque anni dal rientro è stata attivata anche per i lavoratori o i titolari di imprese che in passato si sono spostati all’estero.

Inoltre, dal 2017, la no tax area sarà estesa al 50% del reddito, mentre è stata confermata la detassazione extra (90% del reddito) per il rientro dei ricercatori.

La misura per punti: