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Come diventare export manager

Se vi siete mai domandati come diventare dei bravi export manager, l’agenzia Randstad  – intervistata in merito dal magazine Panorama – sembra avere le risposte giuste per soddisfare le vostre domande. Cerchiamo dunque di integrare le principali riflessioni, andando a comprendere quali siano le caratteristiche di un buon export manager, quali siano i suoi compiti e come “candidarsi” per ricoprire tale ruolo.

Chi è l’export manager
L’export manager è una figura professionale che segue l’azienda nei mercati di destinazione, con il complessivo obiettivo di sviluppare il business estero. Considerando che le esportazioni di beni e servizi sono l’unico dato in crescita nel panorama macro italiano, ne deriva che l’export manager diviene professionista – chiave nel successo delle aziende, e ruolo sempre più determinante e ricercato nel mercato nazionale e internazionale.
Sul fronte dei requisiti, il primo elemento fondamentale è la conoscenza delle lingue: oltre all’inglese (indispensabile), è gradita la conoscenza di una seconda lingua principale e di una terza lingua più specifica, come il cinese, il russo o altre lingue parlate nei mercati orientali. Per la formazione, si tende generalmente a preferire la laurea e una pregressa esperienza nel settore: la laurea maggiormente gradita è quella in economia (con specializzazione in marketing internazionale, o sui mercati esteri), o in alternativa una laurea tecnico – ingegneristica (soprattutto se l’export manager deve curare la vendita di prodotti molto specifici e ingegneristici).

Cosa fa l’export manager
Pur avendo ampi margini di autonomia, l’export manager opera sulla base degli obiettivi che vengono definiti dai top manager e dalla direzione generale. All’interno del macro contesto delineato e ipotizzato dall’amministrazione, l’export manager ha il compito di selezionare nuovi mercati da approcciare, predisporre strategie e politiche operative efficaci per il suo accesso, scegliere le migliori vie di distribuzione e monitorare l’andamento della presenza dell’impresa sul mercato di destinazione.

Quali sono i settori e i mercati più “caldi” del momento
In questo momento i mercati più interessanti sono quelli emergenti: dalla Turchia alla Russia, fino ai Paesi del vicino o lontano oriente, i bravi export manager specializzati in questi Paesi di destinazione non faranno certamente fatica nel trovare un’azienda presso la quale offrire i propri servizi.
Per quanto attiene i settori, invece, le aziende maggiormente interessate a reclutare dei buoni export manager sono soprattutto quelle che operano all’interno del comparto alimentare (dal vino alla pasta). Per quanto invece concerne il settore industriale, sicuramente le aziende più interessanti sono quelle della meccanica, della chimica, della produzione di materie prime o della componentistica di base. Oltre che all’interno di singole aziende con assunzione diretta, l’export manager potrebbe trovare lavoro anche nelle società che offrono servizi di internazionalizzazione per imprese italiane ed estere clienti.

I Requisiti di un bravo Export Manager
Un bravo Export Manager deve di base, conoscere una o più lingue, avere preferibilmente una laurea in Economia, Diritto Internazionale o Ingegneria.  Deve avere forti doti commerciali e di negoziazione, deve conoscere il web e le nuove strategie di comunicazione. Deve essere una persona intraprendente, capace di lavorare per obiettivi e con possibilmente un esperienza all’estero vissuta in prima persona. 
Il lavoro dell’Export Manager è molto ambito, perchè permette di viaggiare, conoscere nuove persone ed avere risultati professionali soddisfacenti.
Oggi, ci sono molti master e corsi di approfondimento che insegnano a sviluppare alcune importanti skill richieste dal mercato.