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Come sta andando l’export italiano per l’industria cartiera?

L’Italia potrebbe confermare nei prossimi anni la terza posizione a livello europeo per l’export di carta e derivati dopo Svizzera, Germania e paesi dell’Europa del nord: rilevante è il contenimento del costo energetico e di quello delle materie prime, in particolare del legno.

La Coldiretti afferma che nel 2017 si prevede una crescita del comparto cartario italiano di circa 500 mila tonnellate, grazie soprattutto a un progressi avvenuti nel comparto imballaggio e soprattutto del comparto tissue. Nei primi mesi del 2015 il settore cartario nazionale ha evidenziato uno scenario segnato da ripiegamenti di produzione e fatturato del 2-3% che scontano tuttavia il ridimensionamento dei volumi di carta per banner e lavori grafici (-5%) e una situazione di inerzia nel settore legato alla carta utilizzata per la produzione di giornali e quotidiani. In netta salita è il comparto imballaggio (+1,7%), grazie al buon andamento della cartone per scatole e rivestimenti di prodotti fragili. Positivo anche l’andamento delle carte per usi igienico-sanitari (+2%) e dei libri e specialità didattiche/informative.

L’export dei primi mesi del 2016 si rileva in crescita con un aumento del 4% dei volumi esportati rispetto allo scorso anno soprattutto nei paesi dell’est Europa e Stati Uniti. Nonostante il calo produttivo del settore l’andamento del consumo di macero, ovvero della prima materia prima per la produzione della carta, cartone e cartone ondulato registra negli ultimi 6 mesi un aumento del 3% rispetto all’analogo periodo del 2014 .

Purtroppo in medio calo l’export verso il mercato asiatico, in particolare la Cina (-17%), diminuzione legata all’aumento della raccolta interna del paese ma anche per gli effetti della cd “Campagna Green Fence” avviata dalle autorità doganali cinesi volta a bloccare l’import illegale di rifiuti.  

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