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Cresce ancora l’export della Toscana

Cresce l’export toscano nel mondo. Stando a quanto affermano i dati elaborati dal rapporto “Il commercio estero della Toscana”, a firma dell’Unioncamere Toscana, nel corso del terzo trimestre 2012 le esportazioni della regione sarebbero cresciute del 5 per cento su base tendenziale, grazie principalmente al positivo contributo esercitato dai prodotti energetici e dai metalli preziosi.

 

Sul fronte della bilancia commerciale si registra un netto miglioramento delle performance, considerato anche il calo delle importazioni (diminuite di 2 punti percentuali a causa della scarsa domanda locale). Tornando alle “fonti” d’export di principale riferimento, si registra come oltre la metà della crescita delle esportazioni del territorio regionale sia riconducibile esclusivamente ai metalli preziosi, ai prodotti petroliferi raffinati e alle macchine di impiego generale.

La rimanente quota dell’incremento dell’export toscano è invece riferibile ai settori tradizionali come i minerali non metalliferi, la meccanica industriale, l’oreficeria, il cuoio, la pelletteria, le calzature, l’agroalimentare. Deludono parzialmente, invece, le prestazioni legate ai mezzi di trasporto. Per quanto concerne i principali mercati di destinazione, anche nel corso del terzo trimestre trovano prolungamento alcune delle tendenze già sperimentate nei mesi precedenti, con cali in tutti i principali mercati occidentali europei (flessioni in doppia cifra per Belgio e Regno Unito, diminuzioni tra il 3 e l’8 per cento per Germania, Spagna e Austria). Migliore l’andamento delle vendite verso i Paesi extra comunitari, con la sola eccezione del mercato russo.

Le imprese toscane sembrano pertanto aver compreso che, al fine di controbilanciare le prestazioni non straordinarie sul fronte dell’export interno al mercato continentale, conviene puntare su una più adeguata diversificazione e, con essa, puntare alle esportazioni intercontinentali: ne è conseguito un boom dell’export in Giappone (+ 19,8%), Hong Kong (+ 14,1%), Emirati Arabi (+ 19,5%) e Arabia Saudita (+23,3%). Da non trascurare anche il mercato americano, che caratterizza la propria ripresa con uno sviluppo dell’export pari al 3,5 per cento.