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Cresce l’esportazione di passate e sughi pronti

Quest’anno l’Italia si afferma quale primo esportatore mondiale di passate, pomodori pelati e sughi pronti. Per tutelare il prodotto italiano, si richiede l’indicazione obbligatorie dell’origine della materia prima.

Il pomodoro italiano, ingrediente che arricchisce molto piatti della cucina italiana, è riconosciuto anche sui mercati esteri quale prodotto di qualità.

Il pomodoro in tutte le sue forme – sughi, pelati e passate italiane – primeggia sui mercati internazionali.

Nel 2016, con il 77%, l’Italia ha primeggiato sui concorrenti nell’esportazione di polpe e pomodori pelati. A seguirla, la Spagna, con solo il 6%.

Il primato italiano si ritrova anche nel settore dei sughi pronti e delle passate di pomodoro, sempre più richieste ed apprezzate in Italia e all’estero, per la facilità di utilizzo.

In questo settore, l’Italia ha esportato il 26%, mentre la sua principale concorrente, la Cina, il 25%.

Come garantire l’origine delle materie prime?

Nonostante il primato italiano in questo settore, resta ancora irrisolto il problema della certificazione dell’origine delle materie prime utilizzate.

Alcune aziende produttrici di passate o pelati, infatti, importano i pomodori da mercati esteri, primo tra tutti quello cinese. Questo penalizza le aziende che invece utilizzano la materia prima locale. Alcune aziende di grandi dimensioni hanno iniziato ad applicare sui loro prodotti la dicitura ‘pomodoro 100% italiano‘, ma molti chiedono che questa diventi una prassi consolidata.

Se l’indicazione dell’origine fosse obbligatoria, non solo per la passata, ma anche per il pomodoro, si valorizzerebbe la produzione del pomodoro italiano e la sua qualità.

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