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Distretti agro alimentari italiani, ecco come sta andando l’export

 

Intesa Sanpaolo ha aggiornato le sue statistiche sull’export dei distretti agroalimentari: alla luce di ciò, le 44 strutture territoriali monitorate dalla banca hanno manifestato un ottimo incremento (+ 8% tendenziale), confermando dunque la sussistenza di un trend positivo che dura oramai da più di 5 anni, e che hanno permesso alle esportazioni delle aree distrettuali agroalimentari, nel solo terzo trimestre 2015 (ultimo periodo al quale è possibile riferire dati statistici ufficiali) a quota 3,9 miliardi di euro, quasi 290 milioni di euro in più rispetto a quanto riscontrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

 

Cumulativamente, ricorda poi il monitor dei distretti, l’export ha toccato quota 11,3 miliardi di euro nel periodo gennaio – settembre 2015, per ben 926 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente: un vero e proprio successo determinato dalla crescita sui principali mercati europei (Francia e Germania davanti a tutti), e dal contributo positivo del mercato statunitense che, previsioni ampiamente formulate anche dai consulenti Ego International Group, continueranno a sostenere il nostro commercio estero anche per il 2016, e oltre.

Il trend positivo, su serie storica, è qui ben delineato dal grafico fornito da ISP:

 

In maniera ancora più approfondita, dal report emerge come tutti i comparti interessati dai distretti agro-alimentari italiani, con la sola eccezione di quello conserviero, abbiano riportato risultati positivi nel corso del terzo trimestre dell’anno, offrendo un contributo positivo alla dinamica del settore.

 

In particolare, sostiene il dossier, “la filiera agricola nel corso del terzo trimestre dell’anno ha offerto il contributo maggiore alla crescita registrata dai distretti agro-alimentari (+17% su base tendenziale, pari a 97,5 milioni di euro in più): nel periodo di riferimento, la ripresa dei flussi sui principali mercati europei

 

(Germania in primis, seguita da Francia, Regno Unito e Austria) e in Tunisia, al traino del boom di export del distretto ortofrutticolo barese, ha determinato una crescita del valore delle esportazioni per tutti i distretti del comparto, ad eccezione dei due distretti del florovivaismo (Florovivaistico di Pistoia, Florovivaismo del ponente ligure)”.

 

Soddisfacenti anche le prestazioni della filiera delle paste e dei dolci, che nel terzo trimestre è riuscita a registrare una crescita significativa all’interno del segmento agro-alimentare (+15,2% tendenziale); dati positivi anche dalla filiera lattiero casearia (+9,2% rispetto al terzo trimestre 2014), che ha beneficiato della crescita delle esportazioni della Mozzarella di bufala campana e dal Lattiero-caseario del sassarese, che nel terzo trimestre dell’anno ha confermato un trend positivo delle vendite negli Stati Uniti.

 

In crescita anche le vendite dei distretti attivi nel segmento dell’olio (+18,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), e di quelli attivi nel vino (+2,1% tendenziale), grazie soprattutto alla crescita delle vendite su tutti i principali mercati di riferimento e in particolar modo nel Nord America (sia negli Stati Uniti che in Canada).

In questo grafico, il contributo delle singole filiere all’export dei distretti agro-alimentari:

 

Per quanto infine concerne l’analisi dell’orientamento dei flussi commerciali, viene evidenziato come nel corso del trimestre luglio – settembre 2015 le imprese distrettuali dell’agro-alimentare abbiano registrato una crescita delle esportazioni più significativa sui mercati maturi rispetto ai nuovi mercati, i quali hanno comunque garantito una progressione del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenute principalmente dai buoni risultati registrati in Cina e Hong Kong, in Tunisia e in Polonia (con contro-bilanciamento delle perdite riportate sul mercato russo (-36,7% tendenziale nel terzo trimestre dell’anno). I mercati maturi, invece, nel terzo trimestre dell’anno hanno evidenziato un ritmo di crescita dell’8,6% tendenziale, grazie alla forte crescita delle vendite dei distretti agroalimentari negli Stati Uniti (+18,2% rispetto al periodo luglio-settembre del 2014) e sui principali mercati europei (Germania +7,2%, Francia +5% e Regno Unito +7,7%).