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Prodotti alimentari: i mercati che offrono le migliori opportunità di export

Il Made in Italy, si sa, è percepito all’estero come garanzia di gusto e qualità. Nel 2016, infatti, le vendite estere dei prodotti agroalimentari italiani hanno toccato il record storico di 38 miliardi di euro.

Il vino si conferma il prodotto di punta per le aziende che vogliono esportare cibo all’estero, con vendite del valore di 5,6 miliardi (+3% rispetto al 2016).

Registrano forti successi anche:

  • salumi +8%
  • formaggi +7%
  • olio d’oliva +6%
  • frutta e verdura +4%

Export agroalimentare italiano, dove puntare

Quali sono i paesi ai quali le aziende che vogliono vendere all’estero devono approcciarsi? Sicuramente è bene iniziare con l’esportare cibo in Europa, dove la distanza logistica è minore e non vi sono dazi né restrizioni.

-Germania, un mercato privilegiato per l’export prodotti alimentari

Tra Italia e Germania esiste da tempo una partnership commerciale privilegiata. Si calcola, infatti, che nei primi 10 mesi del 2016 il mercato tedesco abbia assorbito quasi il 30% dell’export agroalimentare italiano.
Esportare prodotti alimentari in Germania è conveniente anche per il fatto che si tratta di un mercato che premia molto la qualità. Quindi i prodotti italiani godono di una corsia preferenziale e di una reputazione estremamente positiva.

-Francia, numerose fiere del cibo e passione per la cucina italiana

I dati sfatano il mito della Francia come paese nazionalista e poco incline ad importare. I francesi, al contrario, sono molto amanti della cucina italiana e rappresentano un importante partner per l’esportazione di cibi e vini. Basti pensare al successo che hanno le produzioni del Distretto Agroalimentare di Parma, con aziende ormai specializzate nel vendere in Francia i prodotti caseari.
Ioltre, in Francia si tengono numerose fiere dedicate al settore food di rilievo mondiale, come il Salone del Vino di Lione o il CFIA Export di Bruz. Quindi è un mercato in cui i cibi italiani di qualità possono penetrare con relativa facilità.

-UK, un mercato competitivo e strategico

Il mercato inglese è ampio, libero e competitivo. Tutti possono trovarvi spazio, specialmente il Made in Italy. Non sono poche, infatti, le aziende alimentari o agricole italiane che non riescono a vendere in patria, ma si sono affermate con successo nel mercato UK.
La cucina mediterranea è molto apprezzata e i consumatori inglesi sono disposti a spendere cifre più alte rispetto a quelle di altri paesi per usufruirne.
Un altro vantaggio dell’esportare cibo in Inghilterra è dato dal fatto che il Regno Unito costituisce una base strategica per esportare prodotti nel resto del mondo. Lo UK è quindi una location da tenere in considerazione per future espansioni.

-Svizzera, export favorito dalla moneta forte

Un vantaggio dell’esportare in Svizzera è dato dall’alto potere d’acquisto dei consumatori, dovuto ai recenti rialzi della valuta svizzera. Infatti, il Franco Svizzero gode di un cambio nettamente favorevole nei confronti dell’euro.
L’Italia è il secondo partner commerciale delle aziende svizzere dopo la Germania e apprezza molto i prodotti alimentari italiani, privilegiati sia per la vicinanza sia per la qualità.

-Austria, la porta dell’est

Esattamente come il mercato svizzero, anche quello austriaco vanta un alto potere d’acquisto e una passione per i vicini prodotti mediterranei. Le aziende italiane che vogliono esportare cibo in Austria sono favorite anche da vantaggi fiscali e e pagamenti puntuali e sicuri.
A questo si aggiunge il fatto che l’Austria è, per le aziende italiane, la porta strategica per l’export verso l’Est Europa.

EGO International aiuta le PMI a scegliere il mercato più ricettivo per esportare prodotti all’estero. Grazie ad una consolidata esperienza nell’export del settore agrolimentare.