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Emilia-Romagna, crescono PIL ed export

L’Emilia-Romagna costituisce da anni un importante caso di successo all’interno del panorama economico italiano, con indicatori in crescita in tutti i settori.
Lo certifica l’ultimo rapporto congiunto della Regione e Unioncamere.

Regione che si conferma, assieme alla Lombardia, la locomotiva dell’economia italiana, con un Pil che sale dell’1%, assieme ad una produzione manifatturiera che cresce dell’1,5%.
A sostenere il cosiddetto “sistema Emilia” è in gran parte il +1,2% dell’export dei primi nove mesi dell’anno, una cifra che si attesterà al 3% a fine anno. Export che è rafforzato dai numerosi bandi emanati dalla Regione e dagli enti per agevolare l’internazionalizzazione delle imprese.

Le prospettive per il 2017 sono di ulteriore crescita, grazie alla spinta di una ritrovata occupazione (+2,4%) e dei consumi delle famiglie (+1,5%).

Il fronte dell’internazionalizzazione

Sono 26mila le imprese regionali che esportano all’estero (erano 25mila nel 2015), un dato consistente ma ancora insoddisfacente rispetto al reale potenziale delle imprese emiliano-romagnole.
Obiettivo della Regione è portare questo dato a 30mila imprese entro il 2020, secondo il Patto per la Regione stilato lo scorso anno, oltre a coinvolgere 3mila aziende nei bandi a sostegno di ricerca, crescita e internazionalizzazione.
Nel secondo trimestre 2016 le esportazioni hanno messo a segno un cospicuo +6,6%, e nel 2015 la regione aveva esportato all’estero per il valore di 55,3 miliardi.

EGO International è, da anni, accanto a numerose aziende emiliano-romagnole che hanno intrapreso con successo il cammino dell’internazionalizzazione.

L’innovazione è un altro punto chiave per la crescita, la spesa in Ricerca e Sviluppo è infatti all’1,75% del PIL regionale, ancora al di sotto dei competitor europei.

L’occupazione è un’altra leva su cui fare forza. L’indice di occupati è, infatti, al 68,9%, secondo solo al Trentino Alto-Adige. Nel giro di un anno i posti di lavoro creati sono stati 47mila in più.
Si è ancora lontani dai livelli pre-crisi, infatti le imprese manifatturiere oggi sono il 30% in meno rispetto al 2008, ma la ripresa inizia a concretizzarsi in maniera evidente.

Filiere e distretti produttivi

A differenziare l’economia emiliano-romagnola da quelle del resto della penisola è il sistema produttivo “a distretti”, che riunisce le filiere produttive divise per settore.
Un modello che si è rivelato vincente per la cosiddetta “food valley” del territorio parmense o la “motor valley” di Modena e Reggio Emilia.

In Emilia-Romagna è presente, in media, un’impresa ogni 10 abitanti, di cui circa 50mila appartenenti al settore manifatturiero. La quota di addetti all’industria è superiore alla media italiana ed europea, grazie all’alto tasso di attrattività e competitività del territorio.

Il quadro è completato dalla presenza di importanti poli fieristici, come quelli di Bologna e Rimini, che ospitano ogni anno fiere di settore di livello internazionale. Alle quali gli export manager di EGO International sono quasi sempre presenti per incontrare buyer internazionali e conoscere le tendenze in chiave export dei vari comparti produttivi.