iten

Emirati Arabi: la nuova frontiera del Made in Italy

Giorno dopo giorno i paesi degli Emirati Arabi, in particolare l’affascinante Dubai, crescono a dismisura a livello economico. Entro la fine del 2020 é prevista una crescita di circa 5% del Pil nazionale. Nascono grandi opportunità grazie alle diverse industrie in piena attività, in particolare quella del settore terziario e del lusso.

Secondo una recente ricerca condotta dalla Camera di Commercio italiana, l’Italia esporta più negli Emirati (nonostante il Paese conti solo 8 milioni di abitanti) che in paesi come l’India o la vicina Tunisia. Nella classifica delle esportazioni italiane nel Medio, gli Dubai e Abu Dhabi sono infatti al terzo posto dopo Giappone, Cina e Singapore. L’Italia è il quinto paese europeo esportatore negli Emirati a livello mondiale dopo Germania e Regno Unito.

Ma quali sono le PMI che investono negli Emirati? Come giudica il capo del dipartimento commerciale di EGO International Group,”di anno in anno stanno cambiando i settori delle aziende che investono nel Paese; ormai non sono più legate in maggioranza al settore Food e Design Made in Italy, ma si sta sempre di più avvicinando al settore tecnologico.”

Qualche numero: il settore dei macchinari ha segnato un +45% nei primi sei mesi del 2015, quello dei metalli un più 30%, l’abbigliamento e i tessuti più 20%, l’alimentare più 16%. Un dato rilevante che dimostra come gli Emirati Arabi si stiano avviando verso un mercato più complesso, tecnologico  e  innovativo.

Quali consigli, allora, per un’azienda italiana che stia valutando di iniziare a vendere a Dubai o in altri paesi di quest’area?

1) Sicuramente il primo consiglio è di studiare le caratteristiche del mercato in cui desiderano inserirsi: è essenziale comprenderne le opportunità di business e il parco competitivo.

2) Bisogna poi capire come si svolge il sistema della distribuzione. Capire chi sono gli attori locali e come sono organizzati al fine di individuare quelli che potrebbero diventare partner commerciali interessanti per il nostro business.

3) Negli Emirati Arabi vi sono spesso aziende molto frammentate e per iniziare a lavorare con loro è bene guadagnarsi la fiducia delle persone che muovono le leve decisionali e capire come funziona il paese a livello politico e religioso.

4) Costruire un customer service di ottimo livello: dobbiamo ricordarci che si lavora prevalentemente con distributori, che sono particolarmente sensibili alla gestione del post-vendita perché a loro volta dovranno rispondere direttamente alle richieste dei loro clienti. Perciò le tempistiche devono essere veloci e puntuali: il cliente degli Emirati Arabi si aspetta risposte immediate alle sue richieste e soprattutto chiare e in lingua inglese.