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Esportare in Perù: il business delle macchine tessili

Peru 

È ancora in corso di svolgimento una interessante iniziativa promossa dall’ICE e dall’ACIMIT, in riferimento al mercato peruviano e, in particolar modo, al business delle esportazioni delle macchine tessili nel Paese.

 Le ragioni che dovrebbero far valutare alle imprese italiane la possibilità di avviare degli affari internazionali in tale mercato sono d’altronde ben evidenti: basti ricordare, a titolo di esempio sintetico, che il Perù è uno dei mercati americani con la vocazione più accentuata al tessile, e che circa l’80% della produzione mondiale della vigogna proviene proprio da tale mercato. Ancora, si ricorda come il Perù rappresenta uno dei preferenziali mercati di sbocco dei macchinari tessili italiani (il fatturato è stato pari a 9 milioni di euro nella sola prima metà del 2013), e come i margini per un recupero e per un ulteriore incremento siano più che evidenti.

L’iniziativa dell’ICE ci consente pertanto di approfondire alcuni aspetti del mercato peruviano, e delle occasioni che lo stesso può riservare alle imprese italiane che scelgano di approcciare a tale nazione. Anzitutto, occorre evidenziare come – nonostante una certa sufficienza mediatica da parte europea – il Perù sia stato nell’ultimo decennio uno dei mercati economici con il maggior tasso di sviluppo di tutta l’America Latina, e che il paese sta comunque conseguendo una buona strada di sviluppo che sta aprendo importanti margini di penetrazione commerciale da parte delle imprese italiane (in tale ambito, i macchinari tessili sono solamente una piccola parte dell’apprezzamento del made in Italy).

Specificatamente sul fronte macchinario – tessile, riteniamo che anche nei prossimi anni il business per le imprese italiane operanti nel settore possa riservare gradite conferme. Più ampiamente, è l’intero comparto dei macchinari e delle apparecchiature a garantire buone prestazioni per le imprese italiane, valutato che il Perù è storicamente mercato di importazione di quasi la totalità di macchine e attrezzature dei suoi principali settori industriali, e che ciò non può che costituire una ghiotta opportunità per le imprese italiane.

Oltre al tessile, uno sbocco commerciale molto vasto dovrebbe esser assicurato dal settore dell’industria plastica e dalle macchine per l’imballaggio. Attenzione anche alle opportunità offerte dai settori collegati al business delle costruzioni, considerando che il settore edile è stata componente fondamentale per lo sviluppo degli ultimi anni, e che sta puntando a costituire una quota pari al 6% del Pil nazionale. Il governo ha inoltre in mente una serie di progetti infrastrutturali particolarmente rilevanti (porti, aeroporti, autostrade, ecc.) e da tali auspici potrebbero rivelarsi significative occasioni di business per le imprese del made in Italy. Rilevante, altresì, il settore dei macchinari di supporto all’agricoltura e alla pesca: le imprese italiane che producono apparecchiature per la preparazione dei terreni, per seminare, per la raccolta e per la classifica dei calibri non dovrebbero aver fatica a presentarsi con successo agli importatori locali.

Infine, un ultimo cenno anche al business delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Il Perù ha infatti una politica energetica particolarmente incentrata sulla predisposizione di gare e progetti su risorse energetiche rinnovabili. Le imprese italiane che operano nel fotovoltaico, nell’idraulica, nel geotermico e nell’eolico dovrebbero pertanto poter  cogliere agevolmente le possibilità valutative dei nuovi bandi in arrivo.