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Esportazioni di vino in Cina in crescita del 35%

Più volte nelle ultime settimane abbiamo sottolineato come l’alimentare italiano costituisca una delle eccellenze nell’ambito della bilancia commerciale internazionale del nostro Paese. Ebbene, una ulteriore conferma di questo sentimento consolidato è giunta nelle ultime ore dai dati della Federvini, che attraverso il suo presidente Lamberto Vallarino Gancia ha dichiarato che nel corso del 2011 l’esportazione del vino in Cina sia cresciuta del 35% in quantità e del 64% in valore.

 

Vallarino Gancia ha definito la Cina come “un mercato di grande interesse”, pur riconoscendo che esistono di fatto alcuni ostacoli significativi all’esportazione, come ad esempio “la registrazione obbligatoria per gli esportatori all’Aqsiq (Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine), l’agenzia cinese per la sicurezza alimentare)”.

Una registrazione non facilmente effettuabile a causa dei problemi di inefficienza del sito internet dell’agenzia, ricorda ancora il presidente di Federvini, e che funzionano in cattiva sinergia con ulteriori limiti tecnici, come quello applicato sulle grappe (in Cina non è possibile esportare prodotti con metanolo superiore a 2 g/l, a 100% di volume, contro i 10 g/l europei”. “La legge cinese” – aggiunge ancora Gancia – “impone anche che ogni prodotto sia corredato di un certificato di analisi che ne attesti la legalità”. Eppure, nonostante queste difficoltà tra il 2010 e il 2011 anche le esportazioni di acquaviti e liquori verso la Cina è cresciuto con un incremento record, pari al 67% in quantità e al 150% in valore. Per quanto riguarda invece gli spumanti, ricorda ancora Gancia, le quantità complessive hanno raggiunto i 57 mila ettolitri, per un valore di quasi 6 milioni di euro.

Prestazioni sotto tono per gli aceti, con un calo del 28% nella quantità e del 24% nei valori. I dati 2012, pur parziali, conferiscono nuovo ottimismo agli operatori di settore, con Gancia che ricorda come “arriva a 48 milioni di euro e 235mila ettolitri da gennaio ad agosto 2012 l’esportazione di vini e mosti. Le acquaviti e i liquori un valore pari a 594mila euro e una quantità di 1.445 ettanidri; gli aceti un valore di 470mila euro e una quantità di 1.924 ettolitri”.

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