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Esportazioni: gli ambiziosi obiettivi del Piano nazionale

Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha recentemente presentato il Piano nazionale dell’export 2013 – 2015. In compagnia del presidente dell’Agenzia ICE, Riccardo Monti, e in presenza dell’uscente presidente del consiglio Mario Monti, Passera ha altresì precisato che al termine del triennio in corso l’obiettivo è quello di raggiungere quota 620 miliardi di euro di esportazioni.

 

Un obiettivo apparso fin da subito ambizioso, pur non certo irrealizzabile. Stando a quanto affermano le ultime stime (i dati ufficiali e consolidati non saranno disponibili ancora per qualche mese), il 2012 dovrebbe essersi concluso con esportazioni di merci e di servizi pari a un controvalore di 473 miliardi di euro. Tenendo in considerazione che l’asticella fissata da Passera parla apertamente di 620 miliardi di euro, ciò significa che in tre anni occorre trovare altri 145 miliardi aggiuntivi di export.

Per conseguire tale meta, il ministro dello Sviluppo economico sembra aver bene in mente quali sono le destinazioni sulle quali val la pena concentrare rinnovati sforzi, e sulle quali noi di EGO INTERNATIONAL ci siamo soffermati a lungo: Africa e Medioriente – per le quali il ministro prevede export in sviluppo del 55 per cento, Asia (+ 39 per cento) e America Latina (+ 44 per cento). Ad ogni modo, e – soprattutto – arrivati a tale punto, è ovvio che tutto dipenderà dal prossimo esecutivo che dovrebbe altresì valutare con attenzione la creazione di una export bank, un istituto che possa colmare il gap di finanziamenti per l’internazionalizzazione rispetto ai principali Paesi concorrenti dell’Italia.

Un dato su tutti: “l’Italia supporta finanziariamente l’export per 1,3 miliardi, contro gli 11 miliardi della Germania” – ha ricordato Mario Monti. Di qui, la necessità di predisporre un concreto supporto creditizio che, in tempi di magra finanziaria quale quelli attuali, possa contribuire a ridurre questo enorme gap internazionale.