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L’export dell’agroalimentare continua a crescere

Il 2016 è stato un anno positivo per l’export del settore food, lo afferma uno studio condotto da Federalimentare relativo ai primi nove mesi del 2016.
Il comparto agro-alimentare ha effettuato vendite all’estero per 28 miliardi, di cui 22 miliardi dal settore alimentare industriale, mostrando una crescita del +3%.

Un dato positivo, ma lontano dal +7,4% registrato nello stesso periodo del 2015. Il rallentamento della crescita è dato dal calo della ripresa dell’economia mondiale.

Le previsioni per i prossimi anni sono ottimistiche proprio grazie all’export, che sopperisce al netto calo dei consumi interni e spinge la crescita. Un dato che mostra come esportare prodotti alimentari all’estero  diventi sempre più una scelta obbligata per le aziende.

Infatti, anche se probabilmente non si rivedrà il piccolo boom di inizio 2015, si prevede comunque una crescita stabile intorno al 5% annuo.

Germania principale partner di chi vuole vendere all’estero

La Germania, stando ai dati Istat, si conferma anche nel 2016 il principale partner commerciale, a livello europeo, per le aziende intenzionate a vendere sui mercati esteri:

  • Germania 3.408 mln
  • Spagna 2.020 mln
  • Francia 2.504 mln
  • Svizzera 824,6 mln
  • UK 724,8 mln
  • Olanda 724,5 mln
  • Belgio 636,1 mln
  • Austria 621,4 mln
  • Svezia 373,8 mln

Ad mostrare la crescita maggiore è però l’export verso l’Olanda:

  • Olanda +7%
  • Spagna +6,4%
  • Svezia +5,3%
  • Francia +3,5%
  • Germania +2,9%
  • Svizzera +2,2%
  • Belgio +2%

Sempre più prodotti italiani richiesti all’estero

Esportare prodotti alimentari si rivela molto redditizio.

Il vino è infatti la principale voce dell’agroalimentare italiano, nel 2016 ne sono stati prodotti 50 ettolitri e le vendite di vini italiani hanno raggiunto il fatturato di 5,2 miliardi di euro. Un record assoluto, dovuto alla conquista di mercati molto competitivi come quello francese o inglese, sbocchi indispensabili per chi vuole esportare vino all’estero.

Non sono state da meno le vendite del settore ortofrutticolo (5 miliardi) e quello dei formaggi (2,4 miliardi).

I settori con la maggior crescita, nei primi nove mesi del 2016, sono invece:

  • molitura (macinazione delle farine) +20,3%
  • zucchero+20,3%
  • caffè +8,2%
  • olio+6,7%
  • latte e prodotti caseari +5,7%

I mercati internazionali continueranno ad apprezzare la qualità del Made in Italy anche nel 2017, rendendo l’export dei prodotti tipici una risorsa sempre più irrinunciabile per l’economia italiana.