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Export agroalimentare migliore dopo la riforma Pac

La Commissione Europea ha recentemente affermato che le riforme fondamentali della Politica agricola comune hanno consentito al settore agroalimentare dei Paesi dell’Unione europea di migliorare la propria posizione sui mercati internazionali, potendo rispondere in maniera più specifica alle nuove opportunità di mercato, e incrementando in misura significativa il livello di competitività: elementi che possono ben esser propri della nuova evoluzione delle imprese italiane che lavorano in taale comparto, le quali stanno acquisendo posizioni di maggior rilievo, stagione dopo stagione.
In tal senso, sia comunque utile ricordare come nel corso della seconda metà del 2014 il commercio agroalimentare dell’Unione Europea sia stato penalizzato dalle restrizioni alle importazioni imposte dalla Federazione Russa su alcuni prodotti. Moltissime imprese hanno comunque avuto modo di effettuare una strategia proattiva di gestione delle proprie relazioni internazionali, e come ben sanno tutti i clienti di EGO  International, le alternative per controbilanciare la decrescita dell’export russo non mancano di certo.

Gli esportatori italiani (e più in generale quelli dell’intera Unione Europea) sono così riusciti a diversificare le destinazioni, e incrementare altresì il valore complessivo dell’export di settore. Nel 2014 l’Unione Europea ha dunque mantenuto la sua posizione di leadership nella classifica dei principali esportatori globali, con un commercio estero agroalimentare pari al 7% di tutte le merci esportate, e con un valore aggiunto netto di 18 miliardi di euro.

 Per quanto riguarda i principali mercati di destinazione per le esportazioni agrolimentari del mercato comunitario, la classifica è ancora una volta ben presidiata da Stati Uniti, Russia, Cina, Svizzera e Giappone. Anche complice un miglior andamento dell’economia a stelle e strisce, gli Stati Uniti sono saldamente in testa all’elenco, assorbendo il 13% delle esportazioni totali dell’Unione Europea. Sempre gli Stati Uniti sono annoverati della crescita delle vendite più rapida (+ 7%), contro il calo drammatico della Russia (- 23%), la quale si conferma comunque la seconda destinazione più importante per l’export agroalimentare Ue.

L’Unione Europea rimane infine il principale importatore di prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi sottosvalutati, con un valore pari a 3 miliardi di euro, maggiore rispetto a quello combinato di Stati Uniti, Cina, Giappone, Russia e Canada (2,5 miliardi di euro).
L’occasione ci è naturalmente utile per poter ricordare a tutti gli imprenditori interessati che EGO Internationalè a completa disposizione per cercare di valutare le migliori opportunità di export: contattate il team di consulenti per un colloquio conoscitivo gratuito!