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Export alimentare, ecco gli ultimi dati dell’Atlante made in Italy

Durante la presentazione del padiglione “Cibus è l’Italia”, Federalimentare ha colto l’occasione per presentare alcuni degli ultimi dati relativi all’export dei prodotti agroalimentare, frutto della raccolta e dall’analisi dei dati di commercio estero confluiti all’interno dell’Atlante geografico del food made in Italy del mondo. Ma quali informazioni è possibile trarre da tale osservazione?

Export alimentare: Europa in testa, ma occhio agli emergenti

 

Il primo dato utile è che l’Europa – come era ampiamente lecito attendersi – è in testa alle aree principali di sbocco, mentre sono gli Stati Uniti (altro dato particolarmente prevedibile) il primo mercato extraeuropeo per importanza. Tuttavia, in ottica evolutiva, l’infografica di cui sotto propone una utile lettura.

Dall’infografica emerge infatti come le esportazioni si stiano spingendo con maggiore vigore verso Oriente. Il mercato più dinamico è quello di Taiwan, con export in incremento del 25,0% a/a, precedendo la Corea del Sud (+ 20,2% a/a) e Israele (+ 15% a/a). Giù dal podio, ma con radicali doppie cifre di apprezzamento, troviamo la vicina Croazia (+ 14,6%), Singapore (+ 14,6%), la Polonia (+ 13,3%), la Slovacchia (+ 13%), il Brasile (+ 12,8%), l’Olanda (+ 10,3%) e la Cina (+ 10%).

Export alimentare: la qualità vince sempre

In tale scenario evolutivo, in cui l’export verso i Paesi più consolidati continua ad essere quello preferenziale, ma quello verso i Paesi orientali continua a conquistare terreno, la qualità alimentare italiana continua a vincere. Secondo i dati formulati da Federalimentare, di fatti, l’80% dell’export agroalimentare italiano sarebbe rappresentato da marchi industriali di prestigio, o da prodotti a denominazione protetta.

 

Scendendo più nel dettaglio, emerge come tra le eccellenze alimentari italiane il comparto enologico avrebbe conquistato il primo posto per volumi prodotti, con un aumento dell’export pari all’1,1% a/a e un’incidenza pari al 20,3% del totale (il controvalore ha superato quota 5,5 miliardi di euro). Alle spalle dei vini figurano i dolci, con un apprezzamento dell’export pari al 5,7% a/a, e un valore che supera 3,3 miliardi di euro, con incidenza sul totale del 12,3%.

Tra i trend più ghiotti e di rilievo anche quello del latte e dei derivati, con export in aumento del 4,4% rispetto ai dati del 2013, e un’incidenza del 9,2% su tutti i prodotti esportati (con controvalore pari a poco meno di 2,5 miliardi di euro). In crescita anche l’export della pasta italiana (+ 4,2% a/a) sempre più richiesta all’estero e con una quota sull’export totale alimentare pari all’8,3%, e controvalore di 2,2 miliardi di euro.

 

Tra le altre prestazioni degne di nota, anche il segmento degli ortaggi “trasformati” (passata di pomodoro & co.), con un peso del 7,7% sul totale dell’export, e incremento del 3,7% a/a. Tra gli ulteriori prodotti, infine, citazione di merito per gli incrementi di export conseguiti dai mangimi (+ 23% a/a), birra (+ 15,8% a/a), pesce (+ 8,7% a/a), riso /(+8,1% a/a) e caffè (+7,6% a/a).