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Export alimentare: i numeri di un successo by EGO International News

L’export di prodotti alimentari è cresciuto del 6,9 per cento, nel 2012, a quota 24,7 miliardi di euro. La performance dello scorso anno è pertanto naturale prolungamento delle ottime prestazioni degli esercizi precedenti, pur in rallentamento rispetto al +10 per cento del 2011 (23 miliardi di euro) e al + 10 per cento del 2010 (21 miliardi di euro).

 

Complessivamente, oggi il fatturato dell’industria alimentare italiana si aggira intorno ai 130 miliardi di euro, 20 per cento dei quali provenienti dal di fuori dei confini nazionali. Operano nel comparto 67 mila imprese (più del 90 per cento ha meno di 10 addetti), e quasi 445 mila persone. Anche nel 2013 l’export alimentare sembra confermarsi come una delle leve fondamentali per la buona riuscita dell’attuale esercizio, con una particolare incidenza su vino, frutta, verdura, dolci e latticini.

Secondo alcune analisi recenti, inoltre, l’export potrebbe arrivare nel breve termine a pesare fino al 30 per cento del fatturato globale, andando così a controbilanciare le difficoltà dei consumi interni. È d’altronde ben noto che l’alimentare italiano, oltre a poter vantare una qualità impareggiabile, può contare su spunti di innovazione e di “moda” di grande rilievo (basti considerare il peso della dieta mediterranea nella società internazionale).

Di contro, è pur vero che i pericoli per le pmi alimentari italiane che decidono di esportare, non mancano di certo: falsificazione dei prodotti italiani, scarsa presenza di reti di impresa e eccessiva dipendenza dal mercato interno sembrano condizionare pesantementel e prospettive di sviluppo delle aziende tricolori. Meglio allora affidarsi a una società di consulenza che possa individuare i migliori mercati, e i migliori canali distributivi per le singole imprese. A proposito, avete già provato a domandarci una consulenza gratuita?