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EGO International e l’ Export come ancora di salvezza per l’economia veronese

Il sistema economico veronese si regge grazie all’export, in grado di controbilanciare la contrazione dei business locali. Ad esserne convinto è l’ultimo rapporto stilato dalla Camera di Commercio di Verona, che ha tracciato una fotografia molto chiara sull’attuale contesto economico della zona, e sui potenziali sviluppi acquisibili.

 

Stando a quanto affermato dal presidente della Camera di Commercio, Alessandro Bianchi, sulle pagine del Corriere del Veneto, “le imprese attive nel 2012 sono calate di 287 unità rispetto all’anno precedente. A soffrire in particolare i settori dell’agricoltura dell’industria e delle costruzioni”.

Complessivamente, le imprese del veronese forniscono lavoro a oltre 400 mila persone, con un prodotto interno lordo di 24 miliardi di euro e un tasso di disoccupazione invariato al 4,4 per cento. Una situazione che – rispetto alla maggior parte delle macro aree della Penisola – può apparire addirittura positiva, e che può reggersi in gran parte proprio sulle esportazioni: “nonostante la crisi dei mercati internazionali” – ha infatti proseguito il presidente – “il 2012 si è chiuso con un aumento del valore delle esportazioni del 3,4%, confermando la forte vocazione all’internazionalizzazione delle nostre aziende. Ci confermiamo terza provincia veneta per export, dopo Vicenza e Treviso, e manteniamo la leadership nazionale in alcuni settori”.

Le esportazioni del veronese valgono complessivamente 9,3 miliardi di euro, rendendo così Verona la decima provincia italiana per valore. A commentare le buone performance su scala internazionale è anche il dirigente dell’Area affari economici della Camera di Commercio, Riccardo Borghero, che ci ricorda come “la prima voce di esportazione rimangono i macchinari che, con un valore di oltre 1,7 miliardi di euro, hanno realizzato una crescita del 2% (…)Anche le esportazioni di marmo – ha fatto notare Borghero – sono tornate a crescere, dopo un periodo difficile, del 4,2%. Negli anni, tuttavia, Verona pur confermandosi come prima provincia esportatrice d’Italia, ha perso quote di mercato”.