iten

Export come motore della crescita: le considerazioni di Intesa Sanpaolo

Il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha formulato alcune interessanti considerazioni sull’andamento delle esportazioni italiane, e sul ruolo che l’export sta svolgendo all’interno dello sviluppo delle attività delle imprese nazionali.

 

Stando alle valutazioni effettuate dall’istituto di credito, il miglioramento della bilancia commerciale – oltre che a causa della debolezza del mercato interno, e della conseguente diminuzione della domanda per prodotti esteri – sarebbe riconducibile all’export verso i Paesi al di fuori dell’area euro e, in particolare, nei confronti di Stati Uniti, Paesi sviluppati e Paesi OPEC.

Insomma, per dirla con le parole del report della banca, “l’export si conferma come l’unico motore di ricerca per l’economia italiana”, ed è a sua volta riconducibile al buon andamento dei prezzi medi di vendita: a fronte di una stabilità consolidata dei volumi di export, infatti, sono i valori medi unitari a subire degli interessanti incrementi, in grado di generare un complessivo interscambio commerciale di maggiore apprezzabilità.

Si noti altresì, prosegue l’istituto di credito, come il miglioramento del saldo commerciale sia avvenuto verso tutti i principali mercati di destinazione delle nostre merci. Il movimento più favorevole, aggiunge Intesa Sanpaolo, si riscontrerebbe verso la Germania, mentre in ambito extra europeo Stati Uniti e Cina sono tra i partner che hanno garantito le performance più soddisfacenti. Limitando l’analisi al solo export, i flussi più dinamici si registrano ancora nei confronti di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.

L’accelerazione più evidenti (e, per certi versi, sorprendente) è invece quella verso i Paesi OPEC, grazie al boom di export di macchinari e attrezzature, e dei prodotti petroliferi raffinati. Per quanto attiene alle percentuali di incremento dell’export negli ultimi dodici mesi, i contributi maggiori provengono da Stati Uniti e area OPEC (1,3%), Svizzera (0,7%), Regno Unito (0,5%), Asia senza Giappone (0,4%). In calo l’export verso la Spagna.