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Esportazioni: crescita molto positiva nelle regioni italiane

 

Dopo aver illustrato i macrodati sull’andamento delle esportazioni complessive italiane nel corso del secondo trimestre, l’Istat ha arricchito la gamma di pubblicazioni fornendoci uno spaccato specifico sul trend dell’export per singole regioni. Una fotografia che evidenzia come le vendite di beni sui mercati esteri siano risultate in aumento per tutte le ripartizioni territoriali, con aumenti certamente più dinamici nelle regioni del Nord, e maggior contenimento al Centro e al Sud & Isole.

 

 

Ad ogni modo, anche considerando i dati aggregati del primo trimestre, ne deriva una prima metà d’anno certamente soddisfacente, con una dinamica tendenziale dell’export che è contraddistinta dal segno più per tutte le ripartizioni: sia nelle Isole (+ 17,2%), che nel Centro (+ 7,3%) che nel Nord-Ovest (+ 4,4%), le performance sono nettamente superiori alla media nazionale (+ 4,2%) e anche l’area più in difficoltà (quella meridionale) riesce comunque a mostrare una crescita tendenziale di poco inferiore al punto percentuale.

 

Non sorprende, inoltre, riscontrare come oltre l’80% dell’incremento dell’export nazionale sia concentrato in Lombardia (+ 4,9%), Toscana (+ 10,7%), Emilia Romagna (+ 5,2%) e Sicilia (+ 21,2%), che si candidano a nuovi o consolidati traini del commercio estero tricolore. Bene anche Puglia (+11,3%), Sardegna (+9,3%), Umbria (+8,5%) e Marche (+6,4%).

 

 

 

Paesi di destinazione

 

L’Emilia-Romagna, afferma l’Istat nel report integrale, con un contenuto incremento tendenziale delle vendite verso i paesi Ue (+3,5%) è di gran lunga la Regione che fornisce il maggiore contributo alla crescita delle esportazioni nazionali verso quest’area (+0,4 punti percentuali). Territorio comunitario che è stato oggetto di un crescente flusso di export anche per Toscana e Lazio (+5,1%) Sicilia (+11,1%) e Puglia (+7,8%). Altre regioni sembrano invece aver concentrato i propri sforzi commerciali nei territori extracomunitari, con uno sviluppo tendenziale del primo semestre 2012 che risulta essere piuttosto marcato per la Lombardia (+12,7%, influenzato prevalentemente dal boom di esportazioni di beni verso Svizzera e Stati Uniti, con percentuali di apprezzamento rispettivamente pari a + 23,9% e + 27,2%). Molto positive, anche in questa macro area, le performance di Toscana (+15,9%), Sicilia (27,6%) ed Emilia- Romagna (+7,4%), che sembrano aver preferito l’export verso Turchia, Svizzera e Stati Uniti. Ottimo sviluppo dell’export sardo (+ 308,4%) verso i Paesi OPEC.

 

 

 

I settori di esportazione

 

Come affermato dall’Istat nell’analisi trimestrale, gli incrementi più significativi delle vendite all’estero sono individuabili nel “coke e prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia (+29,8%), di metalli e prodotti in metallo dalla Toscana e dalla Lombardia (rispettivamente +40,4% e +5,6%) di macchinari e apparecchi n.c.a. dalla Lombardia e dal Piemonte (rispettivamente +6,2% e +15,0%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Lazio (+34,3%), di mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli) dalla Lombardia (+10,6%) e di autoveicoli dall’Emilia-Romagna (+34,8%)”.

 

Non sono rare le prestazioni ben oltre la media in ulteriori segmenti, che conferiscono all’incremento delle esportazioni italiane una discreta eterogeneità.

 

 

 

Le migliori province

 

L’analisi dell’Istituto statistico si chiude con l’evidenza delle migliori prestazioni provinciali. Le aree che hanno contribuito maggiormente all’incremento dell’export nazionale nel primo semestre 2012, rappresentando oltre il 70% della crescita complessiva, sono: Arezzo (+39,3%), Milano (+6,1%), Siracusa (+25,1%), Bergamo (+6,3%), Torino (+4,4%), Taranto (+37,0%), Varese (+8,1%), Piacenza (+27,9%), Padova (+8,0%) e Verona (+6,4%). Molto buone anche le performance di Vicenza (+3,8%), Firenze (+6,7%), Cagliari (+10,5%), Frosinone (+12,2%) e Monza (+5,7%), e ancora Massa Carrara (+34,0%), Pavia (+10,1%), Lodi (+15,5%), La Spezia (+59,2%), Catania (+31,3%), Livorno (+11,4%) e Terni (+16,5%).

 

 

 

 

L’appuntamento è ora rinviato con la pubblicazione del prossimo report trimestrale, in data 11 dicembre.