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Export extra-UE: continuano a fioccare dati positivi per i clienti EGO (2)

I clienti di EgoInternational che hanno pianificato insieme ai nostri consulenti un’attenta strategia di internazionalizzazione extra-UE possono oggi raccogliere gli ambiti risultati. Stando a quanto sostengono le nostre rilevazioni, confortate dai dati ufficiali riferiti al nostro Paese, l’export verso aree extra comunitarie sta offrendo un quadro molto positivo, consolidando – per il secondo mese consecutivo – un incremento a doppia cifra.  In termini più precisi, l’incremento su base annua ottenuto nel corso del mese di aprile è stato pari addirittura a un notevole + 12,3%, alimentando solo in piccola parte (circa 3 punti percentuali) dalla presenza di una giornata lavorativa in più e, per la maggior parte, dalla prosecuzione di un trendcommerciale che le piccole e medie imprese italiane stanno cercando di conquistare in maniera duratura.

Come avevamo intuito e condiviso con i clienti di EgoInternational negli ultimi mesi, l’effetto propulsivo principale proviene ancora una volta dagli Stati Uniti, con una crescita del 36,4% nel corso del mese di aprile. Nei primi quattro mesi dell’anno – complice anche un riposizionamento competitivo della valuta unica europea – gli Stati Uniti hanno dunque assorbito nostre merci per un totale di 12 miliardi di euro, ben 3,3 miliardi di euro in più rispetto allo stesso primo quadrimestre dello scorso anno.

Le buone notizie per i nostri clienti – e per tutte le pmi italiane – è anche il fatto che gli Stati Uniti non sono affatto l’unico mercato che cresce in doppia cifra. Un contributo estremamente positivo arriva ad esempio dalla Cina, che consolida un incremento del 17,9% su base annua, riportando dunque in attivo il bilancio degli acquisti effettuati dal Paese asiatico dall’inizio dell’anno. Piuttosto sostenuta anche la crescita nel Medio Oriente e in India, così come in America CentroSud, Africa, Svizzera, Turchia.

L’andamento positivo in gran parte dei mercati di destinazione compensa inoltre i passi indietro formulati dal Giappone, con una contrazione del 6,6% su base annua, e della Russia (con quest’ultimo mercato che continua a presentare i profili di criticità maggiore, a causa del crollo del potere d’acquisto interno e delle conseguenze delle tensioni con l’Ucraina): l’export verso Mosca è così calato del 29,5%, e le imprese italiane non hanno potuto cogliere opportunità di commercio per circa 900 milioni di euro.

Per quanto infine concerne le categorie di export, bene l’andamento del commercio dei beni di consumo (+13,1%), dei beni intermedi (+15,7%) e dei beni strumentali (+10,9%).

Per quanto inoltre riguarda l’altro piatto della bilancia commerciale, le importazioni crescono del 6,3% su base annua, per il secondo rialzo consecutivo. Un dato che è in parte alimentato dalla risalita del dollaro, e che tuttavia si rafforza se si esclude dal calcolo il peso del business energetico (+ 14,2%).

Per maggiori informazioni sulle opportunità di business internazionale per la vostra impresa, contattate il nostro staff di consulenti all’indirizzo email: marketing@egointernational.it