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Export India: ecco dove è meglio investire ed esportare

Il momento per esportare in India non è esattamente quello più “sereno”, visto e considerato che differenti fattori esogeni al mero commercio internazionale rischiano di inasprire le relazioni tra il nostro Paese e il subcontinente. Tuttavia, anche in questo contesto, è bene cercare di capire più a fondo quale sia la concreta possibilità di export per un’impresa italiana, e in quali Stati indiani i rapporti commerciali potrebbero essere più favorevoli, una volta calmate le acque.

 

A fare un interessante studio sui “migliori” Stati indiani per le imprese che vogliono investire ed esportare è stato il Cato Institute di Washington che, insieme all’Indicus Analytics di New Delhi e in collaborazione con il Friedrich Naumann Siftung di Potsdam, in Germania, hanno dato veri e propri “voti” agli Stati del subcontinente, con l’obiettivo di stilare una classifica di quelle macro aree nelle quali è più facile fare impresa.

Il rating sugli stati indiani è stato calcolato sulla base di una lunga serie di determinanti quali, ad esempio, il peso della burocrazia, il sistema di tutela della proprietà, le regole del lavoro. Ebbene, il primo Stato indiano più “favorevole” ai traffici commerciali e agli investimenti è stato il Gujarat, classificatosi al secondo posto per minor intrusività dell’apparato amministrativo locale, al quarto posto per la protezione della proprietà e funzionamento del sistema legale e, soprattutto, al primo posto per il clima degli affari, la qualità del lavoro e gli stipendi.

Commerci e investimenti favorevoli anche nel Tamil Nadu, nel Madhya Pradesh, nell’Haryana e nell’Himachal Pradesh. Minore apertura nell’area orientale, con Bihar, Jharkhand, Orissa, West Bengal e Assam che occupa le ultime parti della classifica.