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Export Iran, nuove opportunità per le pmi

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La corsa delle pmi italiane ai business offerti dall’Iran è iniziata da diverso tempo, ma solamente nelle epoche più recenti (merito di diverse iniziative, alcune delle quali meritoriamente portate avanti dall’esecutivo) la corsa si è trasformata in un’accelerazione che ha il retrogusto di una buona propulsione ottimistica. Tanto che, riporta la stampa nazionale e internazionale, è proprio l’Italia – insieme alla Germania – a trainare il novero dei Paesi europei che desiderano consolidare la posizione sul mercato iraniano.

La strada verso il traguardo del consolidamento non è tuttavia priva di difficoltà. Ed è proprio per questo motivo che in questi giorni il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi è impegnata nel pressare verso la predisposizione di pacchetti di natura finanziaria (Sace e banche in testa) per assistere le imprese italiane che da ottobre saranno inserite in missioni settoriali verso l’Iran. In particolare, secondo le visioni della Guidi la Sace potrebbe avere il ruolo di assicurare nuove linee di credito, utilizzando anche i crediti che attualmente vengono vantati nei confronti dell’Iran, per circa 600 milioni di euro.

Per quanto concerne i settori maggiormente dinamici, almeno inizialmente ad apripista dovrebbero essere le aziende del settore energetico, visto e considerato che proprio il settore energetico sarà il primo ad essere liberalizzato. In secondo luogo, sembra promettere molto bene anche il settore delle infrastrutture, della meccanica e dei trasporti, mentre ulteriori interessanti occasioni potrebbero sorgere dal settore della ricerca e dello sviluppo, dalle nanotecnologia, dall’industria sanitaria e delle apparecchiature mediche, dalle telecomunicazioni.

Insomma, le occasioni di business non mancheranno di certo. E d’altronde l’Iran per l’Italia rappresenta il più importante partner commerciale del Medio Oriente dopo la Turchia. Valutato che l’Italia è sempre stato il primo o secondo partner UE dell’Iran, non c’è da stupirsi che le relazioni tra le due parti possano svilupparsi in misura ancora più convincente nel prossimo futuro. Sul fronte delle stime per il prossimo futuro a breve – medio termine, Sace valuta in 3 miliardi di euro il recupero degli scambi con l’Iran anche se in assenza di sanzioni l’Italia avrebbe già potuto accumulare amggiori esportazioni per 17 miliardi di euro tra il 2006 e il 2018.

Le esportazioni italiane in Iran cresceranno – afferma ancora Sace su base dati Istat – a quota 1,2 miliardi di euro (1,4 miliardi di euro il potenziale delle previsioni pre-sanzioni), per poi salire potenzialmente fino a 2,5 miliardi di euro per il 2018. A proposito di statistiche, dopo la buona crescita del 2010 e del 2011, l’Iran ha definitivamente superato la fase della recessione 2012 – 2013, chiudendo il 2014 con un Pil in aumento dell’1,5%.