iten

Export italiano meglio di quello francese e tedesco

Stando a quanto affermato da Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico, l’export italiano negli ultimi tre anni è cresciuto più di quello di Francia e Germania. Un risultato degno di nota, che tuttavia non può far dimenticare una latenza istituzionale nel predisporre adeguati strumenti di accompagnamento (finanziario, e non solo) delle imprese tricolori sui mercati esteri.

Noi vogliamo prendere le 70mila imprese potenzialmente esportatrici e farle diventare esportartici stabili. Nei prossimi 15 anni ci saranno 800 milioni di consumatori che a livello globale vogliono prodotto italiano, e noi abbiamo tutte le potenzialità per soddisfare questa domanda” – ha dichiarato il vice ministro nel corso del roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” svoltosi a Udine, nella sede di Udine e Gorizia Fiere. 
“C’è una forte volontà del governo di assistere le imprese nell’internazionalizzazione con un programma straordinario, il più grande mai fatto in Italia. Tra gli strumenti che stiamo preparando c’è anche un voucher per supportare le imprese, soprattutto le PMI, attraverso un ‘temporary export manager’, figura professionale che altrimenti comporterebbe dei costi troppo elevati” – ha poi dichiarato Calenda.

Particolarmente attento all’ evoluzione dell’export italiano anche il direttore generale dell’ICE, Roberto Luongo, che nel corso dello stesso evento ha ricordato che l’ICE aiuti “le imprese del territorio a radicarsi nei mercati internazionali, facendole crescere e stabilizzare. Offriamo assistenza mirata alle aziende attraverso una rete di 79 unità operative che puntiamo ad allargare”.

Per quanto concerne l’evoluzione dell’export di settembre, l’Istat ha registrato un incremento dei flussi commerciali dell’Italia con i Paesi extra UE sia per quanto concerne i flussi in uscita (+ 4,1%) che per quanto attiene quelli in entrata (+ 3,4%). La crescita sembra essere trainata – almeno per quanto avviene nelle aree extra comunitarie – dal forte incremento delle vendite di beni strumentali (+ 11,8%). Buono l’incremento dei beni di consumo non durevoli (+ 2,0%) e dei prodotti intermedi (+ 1,7%) mentre sono in flessione i beni di consumo durevoli (- 6,4%) e l’energia (- 12,3%).
Estendendo lo spettro d’analisti, nell’ ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell’export verso i Paesi extra UE è positiva per 0,6 punti percentuali, trainata dalla crescita delle vendite di energia (+ 8,4%). L’incremento risulta comunque essere positivo anche al netto della componente energetica (+ 0,2%).
Su base annua, le esportazioni a settembre 2014 sono cresciute dell’8,3%, con una crescita tendenziale in tutti i comparti (e soprattutto nei beni strumentali + 17,1%) tranne che per l’energia (- 12,9%). A settembre il saldo commerciale è inoltre pari a + 1,5 miliardi di euro, incrementando il saldo cumulato da inizio anno a quota 16,2 miliardi di euro. Anche al netto della componente energetica si registra comunque un avanzo commerciale di 4,7 miliardi di euro per il solo mese di settembre, e di 46,7 miliardi di euro da inizio anno ad oggi.

I partner commerciali più dinamici sul fronte export sono stati l’area Opec (+ 20,3%), Stati Uniti (+ 14,2%), EDA (+ 10,8%), Cina (+ 10,1%), Svizzera (+ 8,3%). Flessione del 10,2% per quanto concerne le vendite verso la Russia, per i noti problemi legati ai blocchi dell’import da Mosca, quale reazione per le sanzioni comminate dall’Unione Europea in seguito alle tensioni con l’Ucraina.