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Export macchine grafiche

Così come in altri settori industriali italiani, anche quello delle macchine grafiche e cartotecniche sta vivendo un periodo di lungo riequilibrio con orizzonte internazionale: al fine di contrastare la cronica difficoltà del mercato interno, sono sempre di più le imprese che preferiscono guardare altrove, puntando lo sguardo sulle straordinarie opportunità che vengono concesse dai mercati di destinazione globali. Non è un caso che, in un clima di criticità congiunturale nazionale, stiano continuando a crescere esportazioni e fatturato estero, a compensazione evidente delle flessioni tricolori. Un orientamento all’export di macchine grafiche che sta altresì consentendo di mantenere sostanziali livelli occupazionali, evitando quindi che le criticità interne possano ripercuotersi in misura eccessivamente gravosa sul tessuto sociale.
Ebbene, secondo quanto precisato dall’Acimga, Associazione Costruttori Italiani Macchine per l’Industria Grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini, sulla base di un’analisi che coinvolge l’82% del fatturato delle aziende associate, il 48% delle imprese (quasi una su due) avrebbe riscontrato un incremento del proprio commercio estero, con un altro 40% che lo sottolinea in condizioni di stabilità. In altri termini, quasi 9 imprese su 10, una volta avviato il processo di export, hanno riscontrato un andamento positivo o stabile. Non solo: coloro che esportano stanno influenzando ottimisticamente l’intero settore, visto e considerato che 8 imprese su 10 si attendono un futuro migliore del 2013 o quanto meno sugli stessi livelli commerciali.

Ma dove vengono esportati i macchinari grafici italiani? Secondo quanto rivelano i principali osservatori del settore, le produzioni nazionali sono bene accolte in ogni mercato di destinazione, con una particolare presa di ottimistica posizione nei mercati mediorientali e statunitensi. In ogni caso, anche in questa ipotesi non si potrà che far riferimento alla consulenza di una buona società di consulting per l’export, che possa studiare i prodotti e i servizi della singola azienda, e studiare su di essa la migliore strategia per il successo internazionale.
In proposito, è di particolare interesse riscontrare le recenti dichiarazioni di alcuni dei principali operatori del comparto, che sollevano l’esigenza di una migliore protezione e promozione istituzionale del made in Italy della stampa e della grafica, considerato che le aziende che forniscono dispositivi e attrezzature per la stampa a livello globale possono costituire un vero e proprio valore nativo dal quale è difficile scindere l’implicito bonus fornito dal brand Italia.
Sempre in tale ambito, emerge altresì la necessità di ricalibrare la strategia di promozione delle macchine grafiche e dei servizi per la stampa verso un orientamento più moderno e innovativo, superando la concezione tradizionale che lega il digitale all’innovazione e la stampa al mantenimento di vecchie tecnologie. In realtà, gli investimenti in tecnologie moderne nel settore dell’editoria, della produzione e della distribuzione di macchine grafiche e, ancora, di sistemi, prodotti e stampatori di giornale e tanto altro, ammontano a miliardi di euro negli ultimi anni.

Per quanto concerne infine i dati macro commerciali, nel 2013 il fatturato dell’intero comparto è stato pari a 31,5 miliardi di euro, di cui oltre 9 di export.