iten

Export meccanica contributo fondamentale al commercio estero italiano

L’export della meccanica italiana ha garantito, anche nel 2013, un contributo fondamentale al commercio estero italiano. Un contributo che sembra aver risentito in misura scarsamente influente della crisi internazionale, in grado di non pregiudicare il ruolo predominante e prioritario di tale settore, tutt’oggi rappresentativo di oltre un quarto delle vendite di prodotti tricolori all’interno dei mercati dell’Unione EuropeaOltre alle straordinarie prestazioni commerciali dei produttori meccanici italiani nel vecchio Continente, il contributo degli apparecchi meccanici appare essere fondamentale altresì per supportare l’export nazionale verso i partner extra europei, dove la meccanica rappresenta il comparto più significativo delle esportazioni del Bel Paese (con le sole eccezioni di Giappone e Turchia, dove il settore predominante è, rispettivamente, la moda e la metallurgia o, tornando ai confini europei, di Germania e Regno Unito, dove invece il settore predominante è rispettivamente la metallurgia e i mezzi di trasporto su quattro ruote).

Per avere una rapida panoramica di quanto stia accadendo nel settore della meccanica italiana, si consideri che, ad esempio, il comparto occupa quasi il 50% di tutte le esportazioni dirette in Cina, e che a livello globale l’Italia può annoverare una media di circa 20 punti percentuali. La motivazione di questa ottima tenuta della meccanica è d’altronde facilmente motivabile: mentre le esportazioni italiane dei beni di consumo sono legate indissolubilmente al potered’acquisto dei consumatori locali, e all’efficacia del sistema di distribuzione dei vari mercati territoriali, per quanto attiene i beni strumentali (nei quali la meccanica attinge), la determinante fondamentale è rappresentata dal livello di sviluppo della struttura produttiva del Paese, e dai suoi processi di ammodernamento in atto (ragion per cui il settore è estremamente fiorente anche nei mercati emergenti del Nord Africa, dove il potere d’acquisto è scarso, ma gli investimenti istituzionali nelle infrastrutture sono particolarmente dinamici).

A ulteriore conferma di quanto appena affermato, si osservi con attenzione l’evoluzione del trend della meccanica in alcuni Paesi di recente maturazione economica. In Brasile, in India, in Cina e in Sudafrica (quattro mercati dove i processi di industrializzazione sono tra i più rapidi e ampi del mondo), il made inItaly della meccanica è esploso con percentuali scarsamente ripetibili, favorendo il posizionamento delle produzioni tricolori nei rispettivi territori di riferimento.

Per quanto attiene il 2014, riteniamo che il percorso di crescita della meccanica italiana nei mercati emergenti possa essere sufficientemente garantito dai presupposti che hanno consentito agli operatori nazionali di affermarsi nei mercati di destinazione commerciale nello scorso biennio. Ad essere premiati saranno, ancora una volta, quei produttori che riusciranno ad assicurarsi una più idonea e lineare specializzazione nel macro settore meccanico, andando a stringere relazioni utili con partner nei Paesi di sbocco industriale e commerciale.

Proprio per i motivi di cui sopra appare fondamentale ricorrere al supporto di una valida società diconsulenza per l’internazionalizzazione, la quale possa lavorare alacremente per generare una rete.

 

Perchè il Made in Italy? Perchè la meccanica italiana è richiesta in tutto il mondo?Lo abbiamo chiesto ad alcuni nostri clienti

Made_in_Italy