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Export di olio d’oliva, nuove opportunità per le aziende

L’olio d’oliva è una delle eccellenze indiscusse del Made in Italy e della dieta mediterranea. A contendersi il primato dell’export sono da sempre Italia e Spagna (maggior produttore europeo per via della superficie più vasta a disposizione), che ne sono anche i maggiori consumatori a livello mondiale in rapporto alla popolazione.

Se fino a qualche decennio fa esportare olio d’oliva all’estero presentava bassi margini di ricavo, oggi rappresenta un’importante opportunità per i produttori italiani.

La dieta mediterranea, negli ultimi anni, è penetrata con successo in paesi in cui era quasi totalmente estranea, come Germania, Stati Uniti e Giappone.

Infatti, nel 2016 nel mondo sono stati consumati quasi 3 miliardi di litri di olio d’oliva, una cifra impensabile fino a qualche anno fa, che ha fatto aumentare l’export di olio d’oliva italiano del +8%.
L’Itala è infatti il primo fornitore di olio d’oliva per paesi con mercati vastissimi, come Stati Uniti, Canada e Germania, e occupa posizioni dominanti anche in Cina, Giappone, Brasile e Russia. Numerose sono, infatti, le aziende italiane che si sono aperte all’export di olio d’oliva in Germania o negli Usa.

I mercati su cui conviene puntare

Germania, Regno Unito e Austria forniscono un ampio bacino di consumatori con un forte potere di spesa, costituendo un importante bacino per l’esportazione di olio d’oliva.
L’olio d’oliva, pur essendo estraneo alla cultura alimentare di questi paesi, guadagna terreno grazie al cambio di stili alimentari. Senza contare che il consumatore inglese o tedesco è disposto a spendere cifre più alte per un prodotto di qualità.

Secondo un’analisi di Coldiretti, il consumo di olio è aumentato del +73% negli ultimi 25 anni.
Per avere un’idea del cambiamento delle dinamiche dei consumi nei paesi europei, basti pensare che in Gran Bretagna negli ultimi 25 anni le importazioni sono cresciute del +763%, e del +465% in Germania.
La Francia, pur avendo una sua produzione olearia, ha visto l’import salire del 268%.

Dal momento che questo cambiamento alimentare è ancora agli inizi, i margini di crescita sono ancora ampi, ed è facile prevedere un aumento della domanda per i prossimi anni.

Come esportare olio d’oliva in maniera efficace

-Punta sull’unicità del Made in Italy

Metti in risalto il fatto che la filiera produttiva del tuo olio è interamente italiana. Il Made in Italy gode di ottima fama presso il consumatore estero

-Sfrutta i canali web

All’estero la maggior parte degli acquisti avviene tramite web. Posizionati sui marketplace e sfrutta l’e-commerce, aumentando così la visibilità da parte degli acquirenti esteri.

-Scegli con attenzione i mercati da cui partire

Scopri quali sono i migliori paesi dove esportare olio d’oliva, analizza costi di trasporto, possibilità di vendita, dati statistici e i fattori che possono fare la differenza.

-Presta attenzione all’etichettatura

L’etichetta corretta è di fondamentale importanza per il settore oleario. Informati prima in merito alle norme di etichettatura del paese in cui intendi esportare.

-Affidati a chi conosce il mercato

Avventurarsi nei mercati esteri senza la necessaria esperienza può diventare uno spreco di risorse ed energie. Affidati a servizi di consulenza import-export, come quelli offerti da EGO International, da sempre partner delle aziende italiane che vogliono intraprendere la strada dell’internazionalizzazione e vendere all’estero.