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Export pasta fresca: la situazione italiana, punto per punto

Come noto, la pasta fresca rappresenta certamente una delle specialità alimentari più prelibate del nostro Paese.
Declinato principalmente in produzioni di carattere artigianale o semi-industriale, si tratta di un prodotto altamente richiesto all’estero, dal valore aggiunto inestimabile, e dal richiamo culturale estremamente dinamico. La pasta fresca può infatti ben costituire uno dei punti di riferimento della cultura gastronomica italiana, tanto che basta citare – in uno qualsiasi dei mercati di destinazione – lo stesso termine “pasta” o “spaghetti”, per richiamare alla memoria l’Italia e le sue bellezze. Ma quale è lo stato di salute dell’export di pasta fresca italiana nel mondo? Cerchiamo di fare il punto della situazione, e lanciare alcuni spunti di discussione sui quali torneremo nelle prossime settimane.


Avvertenza metodologica

I dati di cui sotto si riferiscono al business intrapreso dalle imprese italiane operante sotto codice ATECO 10.7, “Produzione di prodotti da forno e farinacei” e, pertanto:

•10.71 Produzione di pane; prodotti di pasticceria freschi

•10.71.1 Produzione di prodotti di panetteria freschi

•10.71.10 Produzione di prodotti di panetteria freschi

•10.71.2 Produzione di pasticceria fresca

•10.71.20 Produzione di pasticceria fresca

•10.72 Produzione di fette biscottate e di biscotti; produzione di prodotti di pasticceria conservati

•10.72.0 Produzione di fette biscottate, biscotti; prodotti di pasticceria conservati

•10.72.00 Produzione di fette biscottate, biscotti; prodotti di pasticceria conservati

•10.73 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili

•10.73.0 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili

•10.73.00 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili

Numeri

Stando alle ultime rilevazioni statistiche Istat, operano nel comparto 35.664 imprese, fornendo lavoro a 173.652 persone, con un fatturato di 17 miliardi di euro e un tasso di propensione all’export che sfiora il 17%. Di qui, il primo dato utile: la propensione all’export del totale del manifatturiero italiano è pari al 39,1%, più del doppio della propensione registrata dalle imprese che operano nell’alimentare della pasta fresca.

Come sta andando l’export
L’export di settore continua a conferire adeguate soddisfazioni alle imprese che scelgono di operare con i mercati internazionali. Nel 2013 il fatturato derivante dal solo export è stato pari a 3,2 miliardi di euro, contro import di 2,5 miliardi, per un saldo positivo della bilancia commerciale di 700 milioni di euro.

Quali regioni esportano più pasta fresca
Le regioni che esportano maggiormente pasta fresca sono la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e la Campania (con percentuali unitarie che oscillano tra il 10% e il 20%). A seguire Piemonte, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Toscana, Puglia e Friuli Venezia Giulia.
 
Quali province esportano di più
Le prime cinque province per maggiori volumi di export sono quelle di Parma, Milano, Treviso, Napoli e Bolzano. In particolare, la provincia di Parma esporta pasta fresca per 335 milioni di euro, rappresentando dunque, da sola, il 10% dell’export italiano di settore.
Dove esportiamo di più
I primi cinque Paesi di destinazione per l’export di pasta fresca sono la Germania (15,7% del totale delle esportazioni), Francia (15,1%), Regno Unito (9,9%), Stati Uniti (7,8%) e Spagna (3,1%). Complessivamente, l’export verso l’Europa Occidentale pesa per il 60,5%, quello verso l’Area NAFTA per il 10,3%, quello verso l’area Nord Africa / Medio Oriente il 7% (poco più del 6,8% dell’Asia).
 

Italia da record
Con i numeri sopra anticipati, l’Italia si conferma il principale esportatore di pasta fresca al mondo, ponendosi dinanzi a Germania e Belgio per quanto concerne i mercati europei, e Stati Uniti e Canada per l’extra Europa.
 
Italia di qualità
Un’altra interessante statistica relativa all’export di pasta fresca, è il posizionamento di prezzo delle imprese italiane. Il 45,7% delle esportazioni di pasta fresca è infatti posizionata su prezzi elevati (contro il 27,6% dei prezzi medi e il 26,7% dei prezzi bassi) ponendosi quindi come settore in grado di trainare una marginalità più elevata della media manifatturiera.