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Export pelletteria, buone prospettive per il futuro: ecco l’analisi di EGO International Group [Parte 2]

Nella prima parte del nostro approfondimento sull’export della pelletteria italiana, abbiamo avuto modo di ricordare in che modo le imprese tricolori siano in grado di conservare, consolidare e – in alcuni casi – accrescere le proprie quote di mercato, forte di una capacità competitiva che non ha rivali al mondo per quanto attiene le produzioni di maggiore qualità. Proprio grazie alla riconoscibilità globale del prestigio del made in Italy del settore pelle, le imprese italiane possono oggi garantirsi un ruolo di second leader mondiale in termini di export (dietro alla Cina), ma di leader assoluto per quanto attiene l’export di prodotti di standard alto, o medio – alto.

Introdotto quanto segue, e prima di addentrarci nell’analisi di ulteriori aspetti legati al commercio della pelletteria italiana (in primis, i canali di distribuzione), giova soffermarsi per qualche minuto ad esaminare, in maggior dettaglio, alcune delle rilevazioni statistiche effettuate dai consulenti Ego International Group su specifici segmenti di esportazione del macro settore. Cominciamo dagli articoli in pelle e in cuoio.

Guanti e cinture in pelle e in cuoio

Un altro segmento della moda italiana particolarmente apprezzato all’estero è riconducibile a quello dei guanti e delle cinture in pelle e in cuoio, produttrici, nel 2014, di esportazioni pari a 1,11 miliardi di euro. Anche in tale area la variazione delle distribuzioni geografiche non sembra mostrare particolari novità: ai primi posti della classifica per territori di destinazione troviamo infatti la Svizzera (154 milioni di euro), gli Stati Uniti (137 milioni), la Francia (120 milioni) e la Germania (111 milioni). 
In termini relativi, nel 2014 la crescita più dinamica la si è osservata nella Corea del Sud (+ 59%) e in Cina (+ 41%).

Export articoli in pelle e in cuoio

L’export di articoli in pelle e in cuoio ha prodotto alle imprese italiane un fatturato da vendita estera pari a 6.884 milioni di euro alla fine del 2014, prolungando il trend positivo maturato nell’ultimo quadriennio. Come abbiamo già avuto modo di introdurre nella prima parte del nostro speciale sull’export della pelletteria, il principale mercato di distribuzione è quello svizzero, dove terminano prodotti in pelle e in cuoio per circa 1,18 miliardi di euro (+ 12% nel 2014), come principale risultato della presenza, all’interno dei confini elvetici, di numerosi hub dell’alta moda internazionale.
In termini relativi, nel 2014 la crescita più dinamica la si è osservata nella Corea del Sud (+ 59%) e in Cina (+ 41%).

Borse di pelle

Concludiamo questa breve parte di approfondimento con un focus specifico sulle esportazioni di borse di pelle dall’Italia: un business che nel 2014 ha alimentato un commercio complessivo per 3,02 miliardi di euro (+ 9%), a ulteriore conferma dell’attenzione internazionale per i prodotti tricolori appartenenti a tale segmento.

Su scala territoriale, anche in questo ambito i consulenti Ego International Group manifestano il primato della Svizzera, sede privilegiata di numerose case di alta moda: all’interno del Paese europeo sono terminate esportazioni per ben 588 milioni di euro, in rialzo del 20% nel 2014. 

Dietro alla Svizzera, la classifica dei Paesi verso i quali si sono concentrate le maggiori esportazioni italiane sono la Francia (412 milioni di euro, + 2%) e gli Stati Uniti (338 milioni di euro, + 10%). In Olanda (+ 24%) e Spagna (+ 20%) le crescite più dinamiche del 2014 in termini relativi.

[Dati resi noti dal Research Market Dep. di EGO International Group]