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Ego International, export pesca con tanti (troppi!) margini di miglioramento

All’Italia non bastano 7500 km di coste e avere il 60 per cento della territorio bagnato dal mare, 8.200 pescatori specializzati circa 10 mila tra ambulanti e dettaglianti, e più di 3.700 acquacoltori.

La bilancia commerciale del settore pesca italiano è infatti largamente sbilanciata nei confronti dell’import, con il Belpaese che acquista dall’estero 8 volte il quantitativo di pesce che riesce a esportare. In altri termini, e nonostante il buon livello qualitativo della nostra produzione, la maggior parte del pesce che termina sulle tavole italiane è estero. La causa di tutti i mali (o quasi) è ancora una volta legata alla disorganizzazione del sistema della pesca italiana e alla scarsa propensione degli operatori a fare rete.

 

Ma non basta. I passi in avanti da fare non sembrano essere limitati alla sola spinta verso il consumo interno, quanto anche – evidentemente – alla necessità di incrementare l’export di settore. Sia sufficiente pensare che a fronte di quasi un miliardo di importazioni nel primo trimestre 2013, le esportazioni italiane di pesce sono state appena 122 milioni di euro.