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Export pharma, inarrestabile la crescita estera del settore

Stando a quanto riferiscono i dati statistici a noi più recenti, nel corso dei primi cinque mesi del 2016 il fatturato conseguito dall’industria farmaceutica italiana è riuscito a conservare un ottimale ritmo di crescita, con un incremento tendenziale del 3.9%. Si tratta, sotto i principali punti di osservazione, di un risultato molto positivo, con pochi termini di paragoni in ambito europeo, dove invece non mancano le inversioni di tendenza o i rallentamenti della forza propulsiva del commercio internazionale.

Mercati esteri sempre più importanti, domanda interna in difficoltà

In tale scenario, i mercati esteri sono sembrati essere ancora una volta trainanti, mentre sul fronte interno permane la difficoltà di una domanda locale ancora troppo debole, con pressioni sui prezzi che sono rimaste particolarmente elevate. A nuocere alla domanda interna, inoltre, è stata la “strana” (positivamente) stagione influenzale 2015-16 che, come rilevato da un recente dossier diramato dall’Istituto Superiore di Sanità, ha mostrato un picco epidemico dell’influenza di molto inferiore rispetto a quanto non avvenne nel corso dell’ultima stagione.

Ne consegue che, secondo l’IMS, tra il mese di gennaio e quello di maggio il mercato interno ha mostrato una diminuzione sia della quantità che dei valori (questi ultimi, come già anticipato, penalizzati anche da un trend dei prezzi in forte pressione verso il basso). Particolarmente negativo è stato il trend delle vendite di farmaci originali (con brevetto scaduto) che, oltre a risentire dell’affermazione dei farmaci equivalenti, hanno subito un contenimento particolarmente tangibile sui prezzi di mercato.

Ne è derivato che gli unici farmaci a crescere a ritmi sostenuti sono stati quelli che sono ancora coperti da brevetto, con incremento in valore del 4.4%, con un aumento dei farmaci equivalenti – in valore – pari allo 0,3%, e – in quantità – del 2,7%.

L’export farmaceutico

Passando quindi ai commerci esteri, si rileva come nel corso dei primi cinque mesi dell’anno le esportazioni italiane di farmaci hanno continuato a crescere su buoni ritmi, con una variazione tendenziale dell’1,2%, mostrando ottime prestazioni sia sui mercati extra europei (+13.2%) che su quelli continentali.

Tra i primi, un cenno specifico è sicuramente ascrivibile al balso conseguito dal commercio estero di settore negli Stati Uniti (+34.6%) e in Cina (+17.1%). Per quanto attiene invece gli scambi continentali, deve essere segnalata separatamente la ripresa degli scambi con la Svizzera, saliti a maggio rispettivamente del 39% e del 45% in termini di export e di import. In questa prima parte dell’anno, l’espansione delle esportazioni è stata inoltre accompagna da crescenti flussi di import (+10% la variazione tendenziale nel periodo gennaio-maggio), anche in virtù di scambi intra-firm tra diverse filiali di gruppi multinazionali presenti in Italia (come è avvenuto con la Svizzera e con gli Stati Uniti). Anche in virtù di quanto sopra, il saldo commerciale del settore è ancora negativo per 1,3 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2016, confermando così la tendenza del 2015.

Previsioni

Attualmente, le informazioni qualitative disponibili, sembrano essere sufficientemente di intesa nel ritenere che la seconda metà del 2016 fornirà buoni spunti di crescita per l’industria farmaceutica italiana sui mercati esteri: a conferma di ciò, il propulsivo apprezzamento dei nuovi ordini, e qualche spiraglio in ordine alla domanda interna, che mostra segnali di inversione di tendenza.

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