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EGO International Group ed il calo dell’export piemontese, quali i possibili rimedi

28 Settembre 2016 – CASALE MONFERRATO

In Piemonte l’export è un comparto che necessita di nuove energie, sino a poco tempo fa il nostro territorio godeva di dati straordinari. Industria automobilistica, filiera agroalimentare e sopratutto il comparto vitivinicolo registravano ottimi risultati sul mercato internazionale.

Purtroppo però bisogna essere realisti, ed accettare il fatto che l’export piemontese e di Casale Monferrato ha subito una battuta d’arresto, con un calo delle vendite registrato già dall’inizio dell’anno. In ogni caso si può e si deve migliorare, le risorse ci sono e vanno sfruttare, a detta degli export manager della EGOInternationalGroup.it, realtà italiana attiva nell’erogazione di servizi per l’internazionalizzazione d’impresa, il Piemonte ha le carte in regola per migliorare il proprio business all’estero e ritornare ad essere altamente competitivo nei settori di maggiore interesse.

Secondo alcuni dati diramati recentemente dalla Camera di Commercio, il totale dei proventi delle vendite compiute in piazze non appartenenti al territorio nazionale per il Piemonte non è in linea con i risultati sperati, registrando un calo che sicuramente non era stato preventivato.

Secondo il commento della EGO International Group uno dei primi passi da affrontare per le imprese piemontesi è quello di cambiare l’approccio con i mercati esteri, a partire dalla formazione di personale dedicato al comparto export, che sia reso capace di muoversi in territorio straniero, e di conoscere perfettamente la richiesta, così da presentare merce profilata ad alto livello in grado di appetire i buyers esteri. Migliorare nella formazione del personale aziendale, scegliere export manager in grado di interfacciarsi con buyer provenienti da esperienze e mercati complessi, avere a disposizione personale che sappia comunicare in più lingue europee ed extraeuropee, curare il marketing specie per i prodotti destinati all’estero, questi alcuni suggerimenti che arrivano direttamente dalla EGOInternational Group, messi in pratica con successo dai suoi clienti, e che possono diventare il mezzo da cui ripartire per le aziende piemontesi. Entro un quinquennio le esportazioni totali dei prodotti italiani all’estero torneranno a crescere nel complesso. Nei mercati emergenti la filiera del lusso è quella che sembra essere premiante e si attende una crescita esponenziale che potrà coinvolgere tutti. Se il comparto food and beverage piemontese non ha bisogno di presentazioni, basta pensare agli ultimi successi dei nostri vini nel mondo, capaci di battere per qualità e valori organolettici persino i francesi, è anche vero che sulle piazze europee e mondiali si possono presentare diverse varietà di prodotti considerati di lusso. Il fashion ed i gioielli ne sono un chiaro esempio.

Secondo recenti analisi gli Emirati Arabi Uniti continueranno ad acquistare in Italia i beni di lusso, e ad averne maggior ricavo sarà indubbiamente il settore orafogioielliero di alta qualità. Dopo l’Arabia indubbiamente arriva la Cina. E’ giunta l’ora di formare personale in grado di confrontarsi con questi due mercati, questo per i manager della EGOInternationalGroup è ancora più valido specie sul territorio di Casale, dove l’oro viene lavorato in modo egregio ed ancora molto spesso in laboratori completamente artigianali. Sono proprio i piccoli artigiani ad essere ambiti dal mercato del lusso, ed è questa categoria di nicchia una delle prime a dover migliorare i propri piani di impresa.

Quello della Federazione Russa è un ottimo mercato, un territorio dove la crisi economica ha creato due macro aree e due target differenti, una, quella di nostro interesse, è indubbiamente l’upper class, un mercato orientato al lusso ed al pregio, ottimo per le aziende di moda e fashion, perfetto per il food&beverage. In Russia nei maggiori ristoranti si apprezza il cibo italiano, riso piemontese e vino delle nostre langhe sono presenti un po’ ovunque. Secondo il parere della EGO International Group questo può creare nuove aspettative per chi si appresta a scoprire la piazza moscovita, difficile da conquistare ma capace di regalare molte soddisfazioni.

Per riprendere le redini del commercio estero, il Piemonte e Casale Monferrato devono sicuramente cambiare registro, e le imprese adeguarsi alle nuove situazioni contingenti, quelle di un mercato in continua evoluzione, che può essere ancora foriero di successi negli anni a venire.

Redazione On Line – Casale News