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Export profumi italiani nel mondo

Il settore dei profumi italiani non conosce crisi, almeno su scala internazionale. Gli “aromi” made in Italy sono infatti sempre più apprezzati all’estero e – secondo i dati recentemente forniti dal Centro Studi di Unipro (relativi al consolidato fino a novembre 2012) – le esportazioni dei profumi tricolori sarebbero cresciuti del 4,1 per cento rispetto all’anno precedente, per un controvalore pari a 667,6 milioni di euro.

 

Più in particolare, sostengono le elaborazioni statistiche del Centro Studi, le esportazioni delle eau de toilette e delle colonia sono aumentate del 12,2 per cento con un controvalore di 443 milioni di euro, mentre sono calati di 8,8 punti percentuali i profumi e gli eau de parfum.

Il buon risultato dell’export riesce così a controbilanciare – almeno in parte – alla forte flessione dei consumi interni, con un passo indietro del 3,4 per cento a 940,8 milioni di euro, su oltre 9,6 miliardi di euro di consumi totali di prodotti cosmetici (a loro volta in calo dell’1,8 per cento nel 2012, rispetto all’anno precedente). A compiere le performance peggiori sono stati i profumi maschili, con un calo del 4,1 per cento a 361,5 milioni di euro; meglio il trend dei consumi di profumi femminili, pur in calo di 3 punti percentuali a 579,2 milioni di euro.

Sempre in tema di export, buone prestazioni per i prodotti del make up, in crescita del 18 per cento a 440 milioni di euro, il segmento dei prodotti per capelli (in aumento del 10,5 per cento a 537 milioni di euro) e quello della cura del corpo (in crescita del 4,3 per cento a 496 milioni di euro).