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Export manifatturiero, si prevede un +2,2% nel 2017

A certificarlo è l’analisi sui ricavi dei settori industriali pubblicata da Intesa San Paolo-Prometeia e divulgata dal Sole 24 Ore, nel settore manifatturiero cresce chi punta sull’export. Infatti, a fronte di una domanda interna che ancora stenta a riprendere slancio, le merci italiane sono sempre più apprezzate all’estero. Quella italiana è sostanzialmente un’economia di trasformazione, povera di materie prime ma ricca di creatività, know-how e distretti artigianali in grado di trasformare i prodotti semilavorati in manufatti di assoluta eccellenza.

I punti di forza dell’export italiano sono il settore meccanico-tecnologico (su tutti le macchine utensili) e il settore moda-abbigliamento, oltre piastrelle, alimentari e arredamento. Nei primi sei mesi dell’anno le aziende italiane hanno messo a segno performance migliori rispetto ai concorrenti europei, a dimostrazione del fatto che chi investe attivamente nell’export risente molto meno dei rallentamenti dell’economia. 

Secondo gli analisti infatti l’export, a valori costanti, crescerà del 2,2% nel 2017 e del 2,6% nel 2018. Segnale di un settore manifatturiero che, nonostante le difficoltà, riesce a mantenersi solido e produttivo. Nel 2018 il ritorno medio sugli investimenti del comparto manifatturiero tornerà sopra il 6%, con un margine operativo lordo dell’8,4%. Valori non lontani da quelli pre-crisi, che potranno consolidarsi se avverrà l’auspicata ripresa degli investimenti e se le aziende continueranno a puntare sull’export in maniera strutturale.