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Export Sud Italia, uno sguardo al trend di commercio estero dei distretti

Nel corso del primo trimestre 2016 il trend delle esportazioni dei distretti del Mezzogiorno ha evidenziato un andamento più debole della media riscontrata nel resto delle aree distrettuali italiane, a causa principale dell’influenza delle prestazioni del distretto della Meccatronica barese e dei principali distretti della filiera agro-alimentare e del sistema moda. Di contro, non mancano i segni positivi, come quello riscontrabile in seno alle imprese distrettuali attive nella filiera del mobile, che nei primi tre mesi del 2016 hanno registrato una crescita tendenziale delle vendite estere dell’1%, confermando l’andamento positivo già sperimentato con successo nel corso del 2015.

 Il trend del primo trimestre 2016

Le esportazioni delle imprese distrettuali del Mezzogiorno, come sancito dal Monitor dei distretti curato da Intesa Sanpaolo, nel corso del primo trimestre dell’anno in corso sono calate del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 6 punti percentuali sotto la media nazionale.

Si noti, in tal proposito, come il trend negativo che è stato rilevato nel Mezzogiorno sia stato determinato principalmente dall’inversione di tendenza che è stata registrata sui mercati internazionali in avvio d’anno da tutte le regioni del Sud Italia, e come siano stati penalizzate soprattutto le imprese distrettuali di Puglia e Campania, che con un calo tendenziale rispettivamente del 7% e del 7,7%, hanno raggiunto un valore delle vendite di 115 milioni di euro inferiore rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente. La nigliore è stata la performance dei distretti pugliesi, anche se la regione ha dovuto scontare la performance negativa delle imprese della Meccatronica del barese, che nel primo trimestre del 2016 hanno continuato a registrare cali nei flussi diretti in Germania. In flessione ancora più contenuta è stata la dinamica delle esportazioni della Sicilia (-2,9% tendenziale nel primo trimestre del 2016), sulla scia dei risultati negativi dei due distretti agricoli della regione (Ortofrutta di Catania e Pomodoro di Pachino) non compensati dall’intonazione positiva del distretto dei Vini della Sicilia occidentale, e quelle della Sardegna (-24% rispetto al periodo gennaio-marzo del 2015), che sconta la flessione delle vendite estere delle imprese del Lattiero caseario del sassarese, che nel corso del primo trimestre è arretrato negli Stati Uniti, principale mercato di riferimento per le imprese del distretto.

I singoli distretti

Per quanto attiene una breve panoramica sui singoli distretti, si noti come il Monitor evidenzi, oltre alla performance negativa del distretto della Meccatronica barese, anche il calo dei principali distretti dell’agroalimentare del Mezzogiorno (Conserve di Nocera, Alimentare napoletano e Ortofrutta del Barese) e dei distretti del sistema moda, Abbigliamento e calzature del napoletano.Non mancano, naturalmente, le buone prestazioni. Tra le performance più convincenti è possibile ricordare la dinamica delle esportazioni delle imprese del Mobile imbottito della Murgia, che ha evidenziato un andamento in linea con la crescita delle esportazioni dei distretti dell’industria del mobile. In maniera più specifica, ricorda il Monitor di Intesa, il distretto pugliese nel primo trimestre dell’anno ha registrato una crescita tendenziale delle vendite estere del 5,1% (+2,2% i distretti del mobile su scala nazionale), confermando il trend positivo avviato e consolidatosi nel corso del 2015. Un risultato, quello di cui si è appena fatto cenno, che deriva principalmente dall’incremento delle vendite soprattutto nel Regno Unito (+6,8%), in Francia (+5,8%) e in Spagna (+26,8%), risultati che hanno più che compensato il calo dei flussi commerciali verso gli Stati Uniti (-7,6% tendenziale).

 

L’orientamento dell’export meridionale

 Passando all’analisi dell’orientamento delle esportazioni dei distretti del Sud Italia, si può ben mostrare come il calo complessivo delle vendite estere sia stato determinato da un deterioramento della dinamica negativa dei flussi commerciali diretti verso i nuovi mercati (-12,6% la variazione tendenziale nel primo trimestre dell’anno, dopo il -2% del quarto trimestre del 2015), e dall’inversione di tendenza registrata dai mercati maturi, che nel corso del primo trimestre del 2016 hanno evidenziato una flessione del 4% tendenziale dopo quattro trimestri di crescita continua registrati nel 2015 – afferma ancora il dossier.

In maniera più dettagliata, la flessione dell’export diretto sui mercati maturi è stato determinato dalle flessioni subite in Germania, nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone (rispettivamente -6,4%, -3,1%, -4,2% e -35,5% nel primo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Nei mercati maturi, buone invece le prestazioni delle vendite registrato in Francia e Spagna (+2,4% e +6,3%).

Nei nuovi mercati, le perdite più rilevanti sono state riscontrate in Tunisia (-34,7%), dove sono calate le esportazioni del distretto dell’Ortofrutta del barese, e in Turchia (-28,2%), dove la Meccatronica del barese ha registrato le perdite più significative. Nell’ambito dei nuovi mercati e degli emergenti, positive prestazioni in Polonia (+6,8% tendenziale nel primo trimestre 2016), dove sono cresciute le esportazioni dell’Ortofrutta di Catania e delle Conserve di Nocera, e in Cina (+28,5%), al traino delle buone performance registrate nel Paese del distretto della Meccatronica barese.

 

Distretti tecnologici

Un breve e ultimo sguardo, infine, alle esportazioni dei poli tecnologici del Mezzogiorno che, contrariamente al trend dei distretti tradizionali, hanno vissuto una prima parte dell’anno molto positiva, con una variazione tendenziale dell’8,8%, in grado di consentire un consolidamento delle posizioni precedentemente maturate. A determinare la buona performance dei poli tecnologici del Mezzogiorno hanno contributo tutte le realtà distrettuali identificate nelle regioni del Sud Italia: sono infatti cresciute, afferma il Monitor – le esportazioni dei due distretti dell’aeronautica, il Polo aeronautico di Napoli (+2,9% rispetto al primo trimestre del 2015) e il Polo aeronautico pugliese (+6,5% tendenziale), in entrambi i casi sostenute dalla crescita dei flussi diretti negli Stati Uniti, e quelle del Polo farmaceutico di Napoli, che in avvio d’anno ha registrato un incremento delle vendite estere del 5,4% dopo un 2015 negativo, sulla scia della crescita registrata sul mercato svizzero.

Di segno positivo, infine, anche il trend del Polo ICT di Catania e del Polo ICT dell’Aquila, con quest’ultimo in grado di mettere a segno una forte accelerazione nel corso del primo trimestre dell’anno, grazie al proseguimento della crescita delle vendite sul mercato americano. Il risultato del primo trimestre per le imprese del polo abruzzese conferma la dinamica positiva su cui si sono avviate le vendite estere nel corso del 2015, dopo quattro anni in negativo, conclude lo studio.