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Export: talmente importante che lo Stato vi paga per fare commercio estero

Che l’export sia la migliore strada per cercare di risollevare le sorti delle aziende italiane e, pertanto, dell’intera economia tricolore, è ben noto. Talmente noto che il Ministero dello Sviluppo Economico sta finalmente predisponendo un decreto per attuare quanto contenuto nel decreto legge Fare-bis (ovvero, il d.l. 69/2013, successivamente convertito nella legge 98/2013): un credito d’imposta pari al 35% del costo aziendale annuo, sostenuto per un periodo massimo di 36 mesi, per acquisire una figura professionale con almeno un anno di esperienza nel campo del commercio internazionale.
Insomma, lo Stato – presto – parteciperà alle vostre spese per la ricerca della migliore posizione sui mercati stranieri, con l’obiettivo dichiarato di favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane.

Ma cosa farà questa figura professionale? E come poter fruire del credito d’imposta? Pur in attesa del decreto attuativo, possiamo anticipare con un ragionevole grado di certezza come l’inserimento dell’esperto in commercio estero all’interno della piccola e media impresa sarà finalizzato alla realizzazione di attività di studio, di progettazione e di gestione dei processi e dei programmi di internazionalizzazione sui mercati internazionali.
Operativamente, è previsto che le imprese che desiderano poter usufruire del credito d’imposta, dovranno predisporre e presentare una specifica domanda secondo la modulistica realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, presumibilmente allegata al decreto in fase di emanazione.
Il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione – nei limiti dell’importo concesso – attraverso il modello F24, con codici, modalità e termini ancora da definire. Il Ministero dello Sviluppo Economico trasmetterà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese che potranno essere ammesse alla fruizione del credito d’imposta, con importi e eventuali variazioni.

Stando alle prime anticipazioni, il credito d’imposta non sarà soggetto al limite annuale, e andrà indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodo d’imposta nei quali lo stesso viene utilizzato. Il credito non concorrerà inoltre alla formazione della base imponibile, o ai fini delle imposte sui redditi, o ancora ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

In ogni caso, vi invitiamo fin d’ora a valutare l’utilità di avere un esperto di commercio estero al proprio fianco, che può fornirvi preziosi consigli, opinioni e commenti  durante la fase valutativa di approccio su un investimento per l’export.  Lo staff di consulenti per l’internazionalizzazione  EGO International è a vostra disposizione.