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Export Veneto, uno sguardo al commercio dei distretti locali

 Nel corso del primo trimestre del 2016 i distretti del Veneto sono riusciti a chiudere positivamente la variazione tendenziale dell’export (+1,9%) dimostrando una buona tenuta su alcuni dei principali mercati di destinazione in 15 aree distrettuali regionali su 25, con surplus di 198 milioni di euro.

I distretti con le migliori performance

Per quanto concerne i distretti veneti che hanno potuto chiudere il primo trimestre 2016 con prestazioni positive in ottica tendenziale, l’elenco è abbastanza ricco e diversificato: si tratta infatti dei distretti dell’Occhialeria di Belluno, del Mobile di Treviso, della Meccanica strumentale di Vicenza, della Termomeccanica di Padova, del Prosecco di Conegliano, della Calzatura sportiva di Montebelluna, delle Carni di Verona, del Grafico veronese, del Marmo e granito di Valpolicella, delle Materie plastiche di Treviso-Vicenza-Padova, delle Calzature del Brenta, dei Prodotti in vetro di Venezia e Padova, del Tessile e abbigliamento di Treviso e dei Mobili in stile di Bovolone. Di questi distretti, sottolinea il Monitor di Intesa Sanpaolo relativo ai primi tre mesi dell’anno, 7 sono rientrati nella classifica dei primi 20 italiani per crescita delle esportazioni in valore assoluto, dimostrando pertanto il buono stato di salute relativo e assoluto dell’export regionale.

In particolare, nel sistema Moda spicca l’occhialeria di Belluno, grazie a una ottima prestazione nel mercato statunitense (anche nel primo trimestre 2016 è proseguita la crescita a due cifre , per +10% pari a +20,5 milioni di euro), e in quello della Spagna (+8% pari a 3 milioni di euro aggiuntivi). Positivo anche il trend del distretto del Mobile di Treviso (+33,7 milioni di euro,  principalmente riconducibili in USA, Francia, Germania e Cina), della Meccanica strumentale di Vicenza (+25 milioni di euro, grazie alle buone spinte di Francia e Germania tra i mercati maturi, India, Algeria, Emirati Arabi Uniti e Cina, tra i mercati emergenti), della Termomeccanica di Padova (+25 milioni di euro, grazie a Belgio, Francia, Germania e Australia), del Prosecco di Conegliano (Regno Unito, Francia, Canada), della calzatura sportiva di Montebelluna (Francia, Germania e Spagna) e delle Carni di Verona (Francia, Germania e Belgio).

Qualche rallentamento

Se 15 dei 25 distretti regionali hanno chiuso il periodo in aumento, 10 distretti hanno invece manifestato qualche rallentamento: si tratta del distretto delle Ceramiche artistiche di Bassano del Grappa, i Dolci e pasta veronesi, la Termomeccanica Scaligera, i Vini del Veronese, la Calzatura veronese, il Mobile d’arte del bassanese, gli Elettrodomestici di Treviso, la Concia di Arzignano, il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, l’Oreficeria di Vicenza.

 

 

Di quanto sopra indicato, il calo più rilevante dell’export si registra proprio nell’ultima citata: l’Oreficeria di Vicenza subisce infatti una flessione dell’export per con 41 milioni di euro, da attribuirsi principalmente alla contrazione subita nel mercato svizzero, negli Emirati Arabi Uniti e nella Turchia. Di contro, continua il buon andamento  dell’export nel mercato di Hong Kong, divenuto oramai un imprescindibile punto di riferimento grazie al positivo impulso dell’ultimo triennio.

Sempre con riferimento ai distretti veneti in calo, si registrano comunque delle buone notizie per quello degli Elettrodomestici di Treviso che, a dispetto della flessione complessiva, può comunque vantare un incremento a due cifre dei flussi verso Stati Uniti, Polonia ed Emirati Arabi Uniti (non in grado, però, di compensare il calo verso la Russia, la Svizzera e la Francia).

Una breve analisi territoriale

Concludiamo infine con qualche breve dato territoriale, ricordando anzi tutto come siano stati ancora i mercati maturi di Stati Uniti, di Francia, di Spagna e del Regno Unito a guidare la crescita delle esportazioni dei distretti veneti. Più nel dettaglio, l’export ha registrato il maggiore aumento in termini assoluti verso gli Stati Uniti (pari a +46 milioni di euro, con un progresso tendenziale dell’8,3%), del 6,4% verso la Francia (+38 milioni di euro), del 5,7% verso la
Spagna (+15 milioni di euro). Sempre tra i mercati maturi, va comunque evidenziato il calo delle esportazioni sul mercato svizzero (-9,6% la variazione tendenziale pari a -26 milioni).

Tra i nuovi mercati e quelli emergenti, ottima evidenza per l’India, dove si è potuta registrare una crescita del 43,4%, del Messico (+26%) e della Cina (+9%).