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Export verso gli Usa più che raddoppiato dal 2009

Gli Usa si confermano un mercato di primaria importanza per l’export italiano, e un’area geografica strategica per molti settori. A certificare la crescita oltreoceano del Made in Italy è l’Istat, i cui dato mostrano come il valore delle nostre esportazioni sia passato dai 17 miliardi del 2009 ai quasi 36 miliardi dello scorso anno, per un interscambio complessivo di oltre 50 miliardi. A registrare la migliore performance è il settore dei Mezzi di Trasporto, con 7,6 miliardi di export a fronte di 5,6 miliardi di import, seguono il comparto macchinari (6,9 mld), abbigliamento (4 mld), alimentari (3,5 mld e a fronte di 340 milioni di importazioni) e metallurgia (2,7 mld). La bilancia commerciale fa registrare un saldo negativo solo per il settore farmaceutico, che nonostante il considerevole valore delle esportazioni (1,5 mld), ha visto il valore dell’import 3,3 mld, segnando cosi un saldo negativo di 1,7 mld. Sorprendentemente positivo anche il saldo del settore Computer e Elettronica (+121 milioni di euro), nonostante gli Usa siano per antonomasia la patria della tecnologia.

Su base annua il settore che ha registrato la crescita maggiore è stato quello dell’automotive e della componentistica auto (+44% tra 2014 e 2015), seguito da quello dei macchinari (+10%), ma non sono stati da meno il settore moda, che lo scorso anno ha sfondato il tetto dei 4 miliardi di vendite negli Usa, e quello dei farmaci (+43%). Gli Stati Uniti sono inoltre il terzo mercato per la ceramica italiana, dopo Germania e Francia.A spingere questa crescita ha contribuito il “Piano Usa”, inserito all’interno del più ampio piano per il Made in Italy, varato nel 2014 dal Ministero per lo Sviluppo Economico, un investimento di 70 milioni per promuovere l’acquisto di prodotti italiani da parte del settore della grande distribuzione americana e per il contrasto alle imitazioni (il cosiddetto italian sounding).

Nei prossimi anni la sfida dei governi europei sarà lavorare con la nuova amministrazione appena insediata per l’abbattimento di dazi e barriere doganali, le merci italiane sono infatti sottoposte a dazi e barriere fitosanitarie in molti settori, sebbene la creatività e il gusto italiano siano stati finora più forti di ogni protezionismo. Il consumatore Usa infatti è tra i maggiori amanti mondiali del Made in Italy e l’innalzamento di eventuali muri verso i prodotti UE appare decisamente improbabile se non impossibile, in quanto sconveniente per tutti.