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Export vino, da Expo 2015 nuove occasioni per il made in Italy

È iniziato lo scorso 1 maggio 2015, e durerà fino al 31 ottobre 2015, l’attesissimo Expo 2015. Un’Esposizione Universale da record, a tema alimentare: la prima, in merito, ad avere un intero padiglione dedicato al vino. Una scelta che non deve tuttavia apparire rivoluzionaria o creativa, visto e considerato che in un’esposizione dedicata al cibo, donare un ampio spazio alla millenaria cultura della vita è un obbligo non scritto.

Ne è convinto Riccardo Cotarella, tra i professionisti dell’enologia più noti a livello internazionale, presidente del Comitato scientifico per l’allestimento del padiglione, che qualche giorno fa sul Corriere della Sera rivendicava con orgoglio “che l’Italia è da sempre la nazione in assoluto più ricca per biodiversità e territori da vino e abbiamo il grande torto di non averlo mai detto abbastanza“.
Sancita tale condivisibile base di partenza, l’Expo non potrà che essere la giusta occasione per evidenziare il valore eterogeneo del vino italiano, che già nel 2014 ha potuto annoverare 5,1 miliardi di euro di vendite all’estero (in rialzo dell’1,4% rispetto al 2013) e 20,5 milioni di ettolitri esportati al di fuori dei confini nazionali. Numeri che hanno reso il mercato vinicolo la voce più importante dell’export agroalimentare del Paese, con l’Italia che è l’unico Paese esportatore in grado di registrare un incremento nel corso dell’ultimo esercizio. Insomma, di fronte a un calo del consumo interno, le vendite all’estero sono cresciute anche nel 2014, trainate principalmente dal settore degli spumanti.
Archiviate le bollicine del 2014, rimane da comprendere quale sarà l’evoluzione del 2015. Un anno che sembra essersi aperto con i migliori auspici, e che potrebbe rappresentare il giusto anno del consolidamento dei traffici commerciali verso gli Stati Uniti, da sempre il principale mercato del vino italiano, e ora in procinto di diventarlo ancor di più grazie a un cambio favorevole all’export tricolore.
L’obiettivo dell’export italiano di vino è d’altronde già tracciato. Il ministro delle risorse agricole Maurizio Martina ha indicato in 7,5 miliardi di euro l’export di vino nel 2020: un target ambizioso che, tuttavia, non sembra essere irrealizzabile. Il mercato vinicolo è uno dei più dinamici del comparto agroalimentare tricolore, e nel corso degli ultimi anni di crisi ha comunque saputo reggere il proprio valore, proponendosi con sempre maggiore convinzione in ambito internazionale.

 In questo ambito, Expo 2015 non potrà che rappresentare la giusta leva promozionale per le eccellenze del made in Italy. I consulenti di EGO International Group saranno presenti in visita all’Esposizione Universale: se desiderate disporre di maggiori informazioni su tale presenza, o desiderate contattare il nostro staff per poter valutare le migliori occasioni internazionali per la vostra azienda, potete scrivere una mail a marketing@egointernational.it