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Firmato l’accordo di libero scambio Tpp: La Trans Pacific Partnership

 

Ne avevamo parlato tempo fa. Le opportunità per il libero scambio erano alle porte, con l’accordo USA-Pacifico. Oggi tutto ciò è ufficialmente realtà.

Dal 5 ottobre gli Stati Uniti e gli 11 Paesi impegnati nelle trattative a partire dal Giappone, hanno siglato un’intesa, il Trans-Pacific Partnership, che abbatte ogni barriera commerciale sui mercati esteri che rappresentano il 40% del Pil mondiale e tutela i lavoratori, l’ambiente e la regolamentazione dell’e-commerce attraverso normative comuni.

 Ecco la lista degli 11 paesi coinvolti nell’accordo: Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Messico, Perù, Cile, Vietnam, Singapore, Brunei e Malesia. Grande assente, la Cina. Assenza prevedibile, vista la forte competizione con gli USA, avvalorata dalle stesse parole del presidente Barack Obama, chesubito dopo la firma ha ironizzato: “Non possiamo lasciar scrivere le regole dell’economia globale a Paesi come la Cina”.

 Dopo quasi 8 anni di trattative, gli Stati Uniti portano a casa il principale successo in termini economici. L’intesa, afferma il Presidente Obama, “livella il terreno di gioco per i nostri agricoltori, allevatori e industriali” e “dà ai nostri lavoratori l’equa chance di successo che spetta loro”.

 Ora che l’accordo è chiuso, l’amministrazione democratica spera di riuscire a ridurre l’opposizione di sindacati e gruppi ambientalisti insistendo su quelle che vengono definite “le misure più robuste in materia ambientale finora previste da un accordo commerciale”. “TPP focalizza l’attenzione sui lavoratori americani, che sono al primo posto, tutelandoli con regole standard, anche nelle aree dello sfruttamento del lavoro minorile, di lavoratori non protetti e dei salari minimi“.