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FOCUS PMI (3). Le prospettive per il 2012

Se quello appena concluso è stato l’anno della stagnazione, con il Pil che ha subito modeste variazioni, il 2012 sarà l’anno della recessione. Secondo la previsione governativa il prodotto interno lordo nei prossimi mesi sarà negativo, -0,4%, mentre la pressione fiscale sfonderà il tetto del 45%, uno dei valori più alti dell’Eurozona. Più fosche le previsioni delle associazioni di settore: Confindustria stima per il 2012 una riduzione del Pil pari a -1,6% rispetto all’anno appena concluso, con la pressione fiscale pericolosamente vicina al 50%. Per gli imprenditori, alle prese con il credit crunch, la stretta dei finanziamenti erogati dalle banche, e con i ritardi nei pagamenti dei crediti da parte delle Pubbliche amministrazioni, si prospettano mesi tormentati. Forse anche peggiori di quelli che hanno scandito l’annus horribilis appena terminato.

Ci vorrà tempo prima che il mercato interno si riprenda. Le liberalizzazioni, se il governo Monti riuscirà a superare le “resistenze pazzesche” delle lobby, come le aveva definite il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, daranno una grossa mano alla ripresa dei consumi. Ma il processo non sarà immediato. Così sono sempre di più le piccole e medie imprese che guardano all’estero alla ricerca di nuovi mercati in cui fare affari. Secondo il Fondo Monetario Internazionale le economie che nel 2011 hanno fatto registrare i più alti tassi di crescita sono la Cina e l’India, con valori del Pil nettamente migliori rispetto a quelli dell’Eurozona. Nel 2012, le previsioni parlano di una crescita del 9% per il prodotto interno lordo cinese, del 7,5% per quello indiano.
Senza andare troppo lontano, anche il mercato dell’Est europeo può rappresentare uno sbocco redditizio per le Pmi italiane. La Russia nel 2012 crescerà su valori attorno al 4,1%, mentre andrà anche meglio per il resto dell’Europa centro orientale.

La crescita non è però il solo indicatore da considerare in caso di “esplorazione” di mercati esteri.
Per molte imprese, ad esempio, possono essere più importanti altri valori, come la competitività. Secondo il World Economic Forum, la Svizzera è prima in questa classifica, seguita da Singapore. Se si parla di dimensioni il mercato più grande è quello americano, seguito dai giganti asiatici Cina, India e Giappone.

E i mercati europei? Anche nel 2012 i paesi dell’Eurozona cresceranno a tassi di gran lunga inferiori rispetto  a quelli asiatici. Oltre la Svizzera, il mercato tedesco rappresenta da sempre una garanzia, soprattutto per quanto riguarda l’importazione di prodotti finiti e di semilavorati. La regola, anche in un  periodo di recessione, è la stessa: più alta è la riconoscibilità Made in Italy del proprio marchio, meno problemi ci saranno a farlo apprezzare all’estero dove, nonostante la crisi globale, i mercati godono di maggiore libertà d’azione e meno burocrazia rispetto a quello italiano.