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Fondo Italiano apre alle start-up

Il Fondo italiano di investimento è pronto ad aprirsi alle start-up. Sono state presentate alla Banca d’Italia le modifiche regolamentari già adottate dal cda che consentono di investire in fondi di venture capital. “In questo primo anno – ha spiegato il presidente del Fondo Italiano (Fii), Marco Vitale, in una conversazione con Il Sole 24 Ore in cui fa il punto sui primi 12 mesi di effettiva operatività del private equity promosso nel 2010 dal ministero del Tesoro – abbiamo dovuto rinunciare a proposte di investimento in star-up molto interessanti. Ci siamo resi conto che nel Paese c’è un dinamismo nell’avvio di nuove imprese che dieci anni fa non c’era”.

L’impegno del Fii su questo fronte non andrà oltre i 50 milioni di euro, poca cosa rispetto al miliardo e duecento milioni di dotazione iniziale. Ma è un segnale importante di come questo strumento – su cui l’ex ministro Giulio Tremonti aveva puntato molto – si stia rapidamente adattando alla domanda di “nuova finanza” che arriva dalle imprese. “Le proposte che abbiamo ricevuto per investimenti diretti – spiega Vitale, sono state ben 882. Di queste 603 sono state scartate quasi subito perché non in linea con i nostri obiettivi e la nostra strategia. Ma 147 sono quelle per le quali l’analisi sta andando avanti e in 13 casi siamo già alla due diligence o alla negoziazione. Altre 114 sono sospese in attesa di integrazioni”.

Un lavoro di selezione non sempre facile, ma che ha messo in luce “un mondo di Pmi determinato, serio, pieno di progetti di crescita”, in forte contrasto con il “clima di cupio dissolvi che si respira nel Paese” e che l’economista d’impresa considera “del tutto ingiustificato”.