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Francia, importante mercato per il Made in Italy

La Francia è uno dei mercati di maggiore riferimento per le aziende italiane che si interfacciano con l’export.

Questo non è solo dovuto alla vicinanza geografica e logistica (le vie di comunicazione tra i due paesi sono efficienti e ben servite), ma anche alla forte interdipendenza che le due economie hanno sviluppato nel corso degli anni.

L’Italia è, infatti, il secondo partner commerciale per la Francia, subito dopo la Germania e prima del Belgio.

Le aziende sono solite pagare puntuali sia per i fornitori nazionali che per quelli esteri. Dal 2009, infatti, è in vigore una legge interna che fissa tassativamente i pagamenti a 30 giorni dal ricevimento della merce, stabilendo che il ritardo non possa, in ogni caso, superare il 60° giorno di emissione della fattura.

Qualora si verifichino ritardi nei pagamenti, questi raramente superano i 15 giorni.

Un mercato vasto e complementare a quello italiano

Approcciarsi al mercato francese offre notevoli vantaggi alle PMI italiane, a partire dall’ampio bacino di consumatori costituito da una popolazione di 64 milioni di abitanti, di cui 57,8 milioni in condizione di ricchezza.

Il PIL Pro-Capite è, infatti, di 41.181 Dollari, vale a dire uno dei più alti d’Europa, quello italiano è, invece, pari a 35.708 Dollari.

Nel 2015, Il PIL del paese ammontava a 2182 milioni di euro, una crescita costante che ha registrato un lieve calo solo tra il 2008 e il 2009, anno della grande crisi europea.

Inoltre, Italia e Francia hanno sistemi industriali e di mercato molto complementari ognuno fornisce all’altro le materie prime e i prodotti finiti necessari alla propria economia. Per questo le aziende italiane godono generalmente di buona considerazione presso i decision maker francese.

Nel 2015 la nazione transalpina ha importato complessivamente merci per un valore di 514 miliardi di euro, con una crescita del 2,09% rispetto all’anno precedente, e si prevede un andamento crescente fino al 2018.

Le importazioni di qualità costituiscono il 56% del totale francese, un dato che rappresenta una forte spinta per il Made in Italy, simbolo di qualità ed eccellenza nella percezione del consumatore francese.

Un export dal valore di 42 milioni all’anno

L’ago della bilancia commerciale dell’interscambio italo-francese pende nettamente a (in) favore del Made in Italy.

L’export verso Parigi valeva, infatti, 42,5 milioni di euro nel 2015, mentre le importazioni dalla Francia hanno raggiunto il valore di 32,1 milioni di Euro, secondo dati ISTAT.

Se le previsioni saranno rispettate, il 2016 si chiuderà con un ulteriore crescita dell’export, che nel periodo gennaio-agosto ammontava a 29 milioni di euro, contro i 28 dello stesso periodo del 2015.

La qualità italiana è apprezzata principalmente nel campo dei macchinari e delle apparecchiature, il cui export, nel 2015, ha portato alle aziende italiane ricavi per 5,5 milioni di euro (erano stati 5,4 nel 2014).

Gli altri campi in cui le aziende francesi acquistano maggiormente da quelle italiane sono:

  • Autoveicoli e rimorchi 3,8 mln
  • Prodotti alimentari 3 mln
  • Metallurgia 2,5 mln
  • Prodotti chimici 2,5 mln
  • Prodotti in metallo 2,4 mln
  • Pellami 2,2 mln
  • Abbigliamento 2 mln
  • Altri mezzi di trasporto 1,7 mln
  • Prodotti manifatturieri 1,7 mln
  • Elettronica e informatica 1,6 mln

L’export verso l’Italia, dal canto suo, vede il nostro paese come il quarto sbocco per le merci delle imprese francesi, dopo Germania, Stati Uniti e Spagna, assorbendo il 7,4% delle esportazioni transalpine.

I comparti in cui le aziende italiane importano di più sono: quello chimico (4,4 mln), degli autoveicoli (3,7 mln) e quello alimentare (3,1 mln).

Lo spumante fa il botto

Nel 2016, la domanda di spumante da parte francese segna un inaspettato boom, con un incremento del 198% delle bottiglie spedite.

Un dato sorprendente se si considera la forte vocazione vinicola dell’agricoltura francese che, assieme a quella italiana, sforna le etichette più pregiate al mondo.

Anche la nostra produzione vinicola quest’anno supererà quella francese, con 48,5 milioni di ettolitri, contro i 42,9 milioni di ettolitri prodotti in Francia, sebbene quest’ultima disponga di un territorio più vasto da dedicare alla coltivazione della vite.

La richiesta francese di spumante italiano ha superato quella proveniente da mercati storici come quelli britannico, tedesco e statunitense.

Il prestigio dei vini italiani può ormai considerarsi pari a quello del rinomato Champagne francese, le cui esportazioni verso l’Italia sono sostanzialmente stabili.

In italia si producono infatti 332 vini doc, 73 vini docg e 118 vini Igt. Produzioni con tutte le carte in regola per imporsi nelle varie fasce del mercato francese.

Export di formaggio +20%

Un altro dato sorprendente giunge dalle vendite oltralpe di formaggi italiani, che registrano una crescita del 20%, in un paese che ha nel settore caseario la sua produzione di punta.

Molte aziende casearie italiane sono restie a puntare sul mercato francese, poiché pensano, non a torto, che si tratti di un mercato già saturo.

Invece, va tenuto presente che latticini e formaggi sono alla base dello stile alimentare francese, e che il consumatore guarda con molto interesse ai prodotti Made in Italy, percepiti come genuini e di qualità.

Molti formaggi italiani, infatti, si prestano bene alle preparazioni culinarie francesi, come la quiche lorraine, il soufflé e la cheesecake, solo per citarne alcuni.

A questo si aggiungono vantaggi logistici non indifferenti. Infatti, portare i propri prodotti in Francia non si configura per le aziende come uno sforzo superiore a quello di vendere in Italia.

L’export delle PMI è la missione di EGO International

EGO International conosce bene il mercato francese ed europeo, per questo è un valore aggiunto per le piccole e medie imprese italiane che desiderano far conoscere la qualità dei loro prodotti in un contesto ampio e consolidato come quello francese, potendo contare su professionisti di alta qualità e riducendo così al minimo il rischio di un eventuale fallimento, è inoltre al fianco delle piccole e medie aziende che vogliono fare conoscere la qualità dei loro prodotti in un contesto ampio e consolidato come quello francese.

Approfondisci con noi anche le possibilità offerte dal mercato austriaco e quello tedesco.