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Germania, mercato sicuro per le PMI

Esportare in Germania è conveniente per le PMI italiane. 

Ad affermarlo non sono solo i dati Istat, che vedono il mercato tedesco come primo importatore mondiale delle merci italiane, ma anche la forte passione per il Made in Italy del consumatore tedesco.

La Germania, si sa, è l’economia più sviluppata dell’Area-UE, ed è forte di uno dei maggiori PIL livello globale. Ma il dato più interessante, per chi vuole entrare in questo mercato, è l’alto potere d’acquisto dei cittadini tedeschi: il quinto al mondo.

Trattandosi di un’economia avanzata, il settore dei servizi è quello prevalente, pertanto le importazioni, sia di materie prime che di prodotti finiti si rendono necessarie per mantenere l’alto livello della produzione industriale.

Un partner commerciale di primo livello

L’export verso la Germania tra gennaio e agosto di quest’anno ha raggiunto il valore di 34.831 milioni di euro, costituendo il 12,8% delle esportazioni totali. Un dato in crescita rispetto ai 33.650 milioni dello stesso periodo dell’anno passato, segno che sempre più imprese che puntano sull’internazionalizzazione si rivolgono al mercato germanico.

Nel 2015, il valore complessivo 2015 delle esportazioni verso la Germania è stato pari a 50.764 milioni di euro. Per capire la consistenza di questo dato basti pensare che il valore complessivo delle vendite italiane verso l’Europa a 28 è stato pari a 225.975 milioni di euro.

I fattori che rendono la Germania un mercato estremamente appetibile per le PMI sono diversi. In primis una burocrazia snella ed efficiente, che permette ai buyers tedeschi di interfacciarsi in maniera rapida con i venditori esteri, accompagnata da un alto Tasso di Libertà Economica (17° posizione su 178 paesi per Index of Economic Freedom). Tra Germania e Italia non sussistono, inoltre, obblighi di natura doganale o restrizioni alle importazioni.

A questo si aggiungono una diffusa ricchezza tra la popolazione (73,5 milioni di ricchi su 81,7 milioni di abitanti), e la passione per le merci di qualità, che costituiscono il 53% dell’import.
I tempi di pagamento delle aziende tedesche, sono nella maggior parte dei casi, più brevi rispetto a quelli italiani, e molto raramente insorgono controversie per ritardi mancati pagamenti tra le imprese dei due paesi.

Non ultimo, un PIL in costante crescita, che ha registrato un +3,78% lo scorso anno, e un livello di corruzione tra i più bassi al mondo.

Un’economia estremamente “IMPORTante”

La Germania nel 2015 ha importato merci per un valore di 931 miliardi di euro, in crescita del 3,43% rispetto all’anno precedente. Un valore in costante crescita dal 2009, anno in cui iniziò la ripresa dalla crisi economica del biennio 2007-2008.

Notevoli anche le performance dell’export, le aziende tedesche hanno infatti esportato merci per un valore di 1136 miliardi di euro, portando così l’ago della bilancia commerciale nettamente in positivo.

I settori economici di maggior sviluppo sono:

  • materie prime
  • automotive
  • farmaceutico
  • componentistica per veicoli
  • computer ed elettronica

Quelli che hanno segnato la maggiore crescita nell’ultimo periodo sono invece:

  • caseario
  • petrolifero e carbonifero
  • tessile
  • navale
  • materie prime

Il vino italiano conquista le tavole tedesche

La Germania è il terzo importatore mondiale di vino, e riceve il 20% dell’export vinicolo italiano. Un dato che sfata la credenza diffusa secondo cui i tedeschi sarebbero esclusivamente amanti della birra.

Secondo i dati 2015 di Nomisma Wine Monitor, il consumo pro-capite di vino in Germania è pari a 25,5 litri all’anno. Il mercato tedesco, escludendo l’IVA, non ha accise sul vino, e questo rende la domanda molto sostenuta da parte del consumatore tedesco.

Nonostante la possibilità di scelta per il consumatore sia molto variegata, grazie all’arrivo sul mercato di numerosi vini provenienti da paesi emergenti, i vini italiani godono di ottima fama in Germania.
L’acquirente tedesco è, infatti, molto attento alla qualità, ed è disposto a spendere cifre maggiori per avere un prodotto rinomato. Per questo, il Made in Italy in campo vinicolo gode di una sorta di “corsia prefereziale” nelle abitudini alimentari teutoniche.

Dopo gli Stati Uniti, la Germania è la destinazione preferita dai produttori italiani, che sanno di poter contare su un mercato solido e ricco di potenzialità.

L’approccio adeguato

La grande semplicità logistica e amministrativa offerta dal mercato tedesco, spesso spinge gli imprenditori a sottovalutare l’approccio con cui ci si avvicina all’export verso la Germania.

Molte piccole e medie aziende si avvicinano a questo mercato in maniera superficiale e con contatti sporadici, senza fare percepire adeguatamente il valore dei loro prodotti.
Il mercato tedesco invece, essendo maturo e saturo di merci, ha bisogno di cure e presenza costante, perché la concorrenza è ampia e agguerrita, ed è necessario costruire e consolidare legami di fiducia.

EGO International è da tempo attiva in Germania, con azioni di mercato incisive, volte a mettere in contatto i buyer locali e le PMI italiane.

Per questo sappiamo come approcciare in maniera adeguata ogni tipo di mercato, in primis quello tedesco, per permettere alle aziende di valorizzare al meglio le loro produzioni e farle conoscere al mondo.