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Guida per vendere vino all’estero -seconda parte

Nel corso della prima parte del nostro focus su come vendere vino all’estero ci siamo concentrati sulla classificazione delle bevande, e sull’individuazione di alcuni mercati di riferimento, sulla base delle produzioni. Compiamo oggi un ulteriore passo in avanti nella nostra guida su come vendere vino, esaminando quali siano i criteri per una giusta etichettatura se il mercato di destinazione è interno all’Unione Europea (nella prossima puntata ci occuperemo invece della vendita su mercati extra europei).

Etichettatura vino: Unione Europea 

Contrariamente a quanto si possa pensare, il mercato dell’Unione Europea non è “unico” in termini di indicazioni per l’etichettatura del vino. Ne consegue che in alcuni Paesi possono esservi delle linee guida significativamente diverse per quanto attiene l’idonea etichettatura. Nonostante ciò, possiamo certamente fornire alcune indicazioni relative al contenuto minimo obbligatorio stabilite dalla base normativa di riferimento, rappresentata dal Regolamento CE 491/2009.

 In particolare, in materia di etichettatura del vino occorre riportare, chiaramente e univocamente, i seguenti elementi.

(1) Categoria del vino

È necessario indicare a quale categoria appartiene il vino (verificate la prima parte della nostra guida per maggiori informazioni sulla classificazione della bevande). L’eccezione più interessante è rappresentata dalle produzioni DOP e IGP (rispettivamente “denominazione di origine protetta” e “indicazione geografica protetta”): per tali produzioni è possibile sostituire l’inicazione comunitaria con quella tradizionale (che per l’Italia è DOC, DOCG o IGT) o, addirittura, non riportarla affatto se il vino rientra all’interno di alcune specifiche produzioni di fama globale (Asti, Marsala, Franciacorta).

(2) Titolo alcolometrico

Altro elemento fondamentale è il titolo alcolometrico volumico effettivo (% vol.).

(3) Tracciabilità

Costituiscono ulteriori elementi obbligatori tutte quelle informazioni utili per poter sancire la provenienza del vino, l’imbottigliatore, l’eventuale importatore.

(4) Altri dati obbligatori 

Tra gli altri dati obbligatori spicca il tenore di zucchero, nell’ipotesi di vini spumanti. Tale indicazione non è invece obbligatoria per gli altri vini.

Etichettatura vino: norme nazionali

Fin qui, le norme di ispirazione comunitaria. Nel nostro Paese esistono tuttavia ulteriori norme che devono essere applicate per la produzione nazionale, e che vanno ad arricchire – e in alcuni casi, a rendere più complessa – l’operazione di etichettatura. Cerchiamo di comprenderle in questa guida per vendere vino all’estero come fare, in maniera semplice e schematica.

Campo visivo

Le indicazioni obbligatorie che devono essere apposte nello stesso campo visivo (cioè in un lato o in una sezione della bottiglia che consenta la lettura simultanea di tutti gli elementi informativi) sono le seguenti:

– dicitura della categoria (es. “vino spumante”), eccezion fatta – come già abbiamo avuto modo di accennare – per le produzioni DOC o IGP. Sono stabilite, per legge, dimensioni minime e massime dei caratteri;

– indicazione della denominazione di origine o indicazione geografica tutela (DOP o IGT) in presenza di specifico vino di qualità;

– titolo alcolometrico volumico effettivo: il valore deve essere seguito dall’espressione “% vol.” e deve essere espresso in unità o mezze unità (es. 10% vol. o 10,5% vol.). Anche in questo caso vengono stabilite delle dimensioni minime e massime dei caratteri;

– volume nominale: è “quanto” vino è contenuto all’interno della bottiglia, indicando in litro, centilitro o millilitro, nelle abbreviazioni convenzionali. Inutile ricordare come, pure per il volume nominale, esistano delle indicazioni dimensionali specifiche dei caratteri; 

– tenore in zuccheri (solo per gli spumanti);

– indicazioni sull’imbottigliatore (nome, indirizzo, attività);

– annata di produzione: è un elemento informativo facoltativo a livello comunitario, ma obbligatorio in Italia per i vini DOC e DOCG, non spumanti, non liquorosi e non frizzanti;

– il nome del Paese di produzione.


Collocazione libera

Vi sono inoltre alcune informazioni obbligatorie che non hanno una collocazione vincolata in un unico campo visivo. Le indicazioni a collocazione libera sono le seguenti:

– lotto di produzione;

– dati dell’importatore: nome, indirizzo, attività;

– eventuali sostanze allergizzanti presenti nel vino.

Altre informazioni

Concludiamo infine con un rapido cenno alle altre informazioni, ricordando – innanzitutto – come la disciplina nazionale preveda che anche i sistemi di chiusura (i tappi) siano interessati dal regime informativo: su tali sistemi deve infatti essere impressio il marchio aziendale o la ragione sociale o il codice ICQRF di chi effettua l’imbottigliamento 

È inoltre possibile – a titolo di indicazione facoltativa – che sull’etichetta possano essere incluse informazioni sul processo di produzione o indicazioni sulla produzione biologica.

Nella prossima puntata, scopriremo alcuni dettagli di particolare interesse per l’etichettatura di bottiglie destinate ai mercati esteri.