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Guida per vendere vino all’estero

Contenuti: Classificazione del vino, Vini italiani più venduti all’estero

Il vino è uno dei prodotti di maggiore notorietà all’interno delle eccellenze made in Italy. Ma come si può vendere con successo il vino italiano? Quali sono le regole da rispettare, e i suggerimenti da tenere in debita considerazione se si vuole sviluppare il proprio business internazionale?

Cosa è il vino?

Il primo aspetto sul quale occorre soffermarsi in questa guida per vendere vino all’estero è la definizione del prodotto da vendere. 
In ambito europeo esiste una normativa piuttosto rigida che ci consente di individuare cosa sia il vino e, sulla base di tale considerazione, procedere alla scelta delle bevande più opportune da destinare all’export.

Ebbene, sulla base del Regolamento CE 1234/2007, successivamente modificato dal Regolamento CE 491/2009, il vino è “il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti di uve”. Partendo da tale spunto, occorre tuttavia ricordare che non di solo “vino” si può generalmente parlare.

La normativa comunitaria suole infatti distinguere i vini in senso stretto (ovvero, quelli con gradazione alcolica superiore a 9.0% vol.), i vini liquorosi (con titolo alcolometrico tra 15.0% vol. e 22.0% vol.), i vini spumanti (prodotti dalla prima o seconda fermentazione e contraddistinti alla stappatura dallo sviluppo di anidride carbonica con sovrappressione superiore a 3,0 bar) e i vini frizzanti (con gradazione totale di almeno 9.0% vol. ed effettiva di almeno 7.0% vol. con sovrappressione tra 1 e 2,5 bar).

Se tuttavia non si considera solamente l’elemento relativo al titolo alcolometrico, o quello relativo al derivato della sovrappressione, è possibile individuare anche altre categorie qualitative della bevanda, con i vini DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), DOC (Denominazione di Origine Controllata), DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), IGT (Indicazione Geografica Tipica), o quelli generici (e, tra questi, quelli varietali, prodotti con uve dello stesso vitigno, ma non provenienti da una zona specifica).

Il “potenziale portafoglio” di vini potrebbe continuare. Vi chiediamo tuttavia una primo impegno: riuscite a stilare una lista dei vini prodotti dalla vostra azienda, con indicazione di tutte le caratteristiche e le specifiche tecniche? Oltre al vino, la vostra società produce anche altre bevande alcoliche (es. birra)?

Una volta completata la lista, possiamo procedere con il secondo spunto di riflessione.

 

Quali sono i vini italiani più apprezzati all’estero?

Il secondo passo in questa guida per vendere vino all’estero è quello di capire quali sono i vini più amati.

I vini italiani sono molto apprezzati in tutto il mondo, tanto che, lo scorso anno (e per la prima volta nella sua storia), l’export di vino italiano ha superato per la prima volta i 5 miliardi di euro, e con punte di crescita su base annua del 10% in ben più di qualche isolato mercato. Insomma, i consumatori di tutto il pianeta sono sempre più attratti dal vino italiano, e si dimostrano particolarmente attenti a selezionare le tipologie maggiormente in grado di abbinarsi ai gusti e alle preferenze locali.

Ora, una volta ottenuta la lista dei vostri vini, non ci rimane che comprendere quali potrebbero essere le bevande più apprezz

 

In termini ancora più specifici, tra i vini più apprezzati nel mercato americano c’è sicuramente il Brunello di Montalcino, il Barolo, il Chianti.ate oltre i confini tricolori.
In linea di massima, tra i vini più venduti in terra straniera vi sono gli spumanti e, in particolar modo, il Prosecco e l’Asti: negli ultimi anni gli spumanti hanno generato enormi soddisfazioni alle aziende produttrici, ed è altamente probabile che gli straordinari ritmi di crescita della vendita estera possano proseguire anche nei prossimi anni.

In Europa trovano ampio accoglimento il Prosecco o l’Amarone, mentre il mercato russo continua ad assorbire enormi quantità di Barolo, Moscato e Chianti.

Ancora, in Inghilterra il Prosecco e il Chianti sono tra le etichette più collocate.

E voi? Sapete esattamente quali sono i mercati di destinazione più fruibili dai vostri vini? Provate a verificare quali sono i mercati in cui è più probabile il successo delle vostre bevande e domandate una prima analisi ad una società di consulenza dell’internazionalizzazione delle pmi: scoprirete che le opportunità di business estero sono infinite, e a portata di clic!

Nel prossimo episodio della nostra guida, cercheremo di individuare quali siano le regole sull’etichettatura dei vini italiani.