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Hong Kong: il made in Italy continua a conquistare spazio

 

Hong Kong continua a dare fiducia al mercato italiano: abbigliamenti, calzature, veicoli, gioielli e prodotti artigianali conquistano crescente terreno nel territorio della regione speciale cinese, evidentemente ben in grado di apprezzare il pregio dei marchi tricolori, senza trascurare la sperimentazione di nuovi segmenti di import.

 

 

hong kongA conferma della buona impressione dei rapporti commerciali delle imprese italiane con i clienti di Hong Kong, sono appena giunti i dati statistici forniti dall’ICE, secondo cui nel corso dei primi sette mesi dell’anno le importazioni di Hong Kong sarebbero cresciute dell’8,1 per cento, per un controvalore di 306,9 miliardi di dollari, a beneficio (anche) delle nostrane aziende.

 

Grazie agli sviluppi compiuti nella prima parte dell’anno, infatti, la Penisola è riuscita a conquistare il 14mo posto assoluto tra i più importanti fornitori di Hong Kong, collocandosi solamente dietro Regno Unito e Germania per quanto concerne il “recinto” del vecchio Continente. Il valore dei beni esportati è infatti salito a 4,17 miliardi di dollari, con uno sviluppo del 3,63 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011 che fa ben sperare per un positivo prosieguo d’anno. Complessivamente, la quota di mercato italiana sulle importazioni di Hong Kong è pari all’1,36 per cento: una piccola, ma rilevante fetta, che cela senza alcun dubbio importanti margini di sviluppo per il futuro a breve termine.

 

Per quanto riguarda i prodotti maggiormente esportati ad Hong Kong, le analisi statistiche confermano quanto forte sia l’appeal dei marchi di spicco e tendenza: l’abbigliamento in pelle e l’abbigliamento in generale si ripropongono ai vertici dei settori a maggior traffico commerciale (peraltro, in crescita rispettivamente del 15,2 per cento e del 9,4 per cento), mentre è straordinario l’incremento dell’export dell’artigianato italiano (+ 30,3%). Completano la top ten, con alterne fortune, pelli e pellami, macchinari e macchinari elettrici, gioielleria, tessuti e filati, calzature, prodotti chimici e materie grezze, veicoli, velivoli e imbarcazioni.

 

Infine, un’ultima annotazione. Il mercato interno di Hong Kong, per quanto particolarmente dinamico, e con una buona media di capacità di spendita, può difficilmente giustificare un simile ammontare di importazioni globali. Una ragione della straordinaria performance dell’area è determinata dalle frequenti attività di ri-esportazione: in altri termini, parte dei beni che vengono importanti da Hong Kong vengono poi ribaltati commercialmente su diversi Paesi e, in particolar modo, in Cina. Le attività di ri-esportazione hanno riguardato beni per un totale di 258,76 miliardi di dollari, di cui 1,76 miliardi di origine italiana (in incremento dello 0,8 per cento su base annua, e pari al 42 per cento di tutte le importazioni tricolori). Le ri-esportazioni di prodotti italiani in Cina hanno riguardato un volume d’affari di 1,22 miliardi di dollari, pari al 29,2% delle merci importati da Hong Kong dall’Italia.

 

 

 

Hong Kong … in 20 secondi: Hong Kong, situata in una piccola penisola della costa meridionale cinese, dal 1 luglio 1997 è considerata quale regione amministrativa speciale del Paese asiatico: un passaggio nell’orbita cinese, che ha posto fine al lungo dominio britannico risalente alla metà dell’Ottocento, in grado di garantire un fervente sviluppo dell’economia del territorio (certamente dipendente dai traffici commerciali con l’estero, nonostante il positivo mercato interno). Il Pil del Paese è tra i più elevati al mondo.